Emigrante

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venerdì 27 gennaio 2017

Per non dimenticare - Il caso di Pippa Bacca

Cari amici, oggi ricorderemo il caso di Giuseppina Pasqualino di Marineo, detta anche Pippa Bacca.


Ecco la nostra eroina!

OK, va bene, è un cesso immondo fatto donna  non sarà bellissima ma sicuramente avrà altre qualità. Probabilmente sarà intelligente e con una grande cultura, giusto?


Antefatto


Pippa Bacca era un'artista cresciuta in una buona famiglia di intellettuali e vissuta tra mostre, esposizioni e contatti con l'ambiente artistico italiano. Il culmine della sua vita è stato un'opera di performance art, volta a dimostrare come la pace tra i popoli sia possibile e come siano tutti buoni e tolleranti a parte quei cattivacci ignoranti di destra. 

La sposa in viaggio


La sua opera, chiamata "sposa in viaggio", consisteva nell'indossare un vestito da sposa e viaggiare in autostop da Milano a Gerusalemme in autostop, entrando a contatto con la cultura dei paesi che attraversava.

La tenuta più adeguata per chiedere un passaggio a un camionista slavo

A questo punto, anche il più ignorante e bestiale dei lavacessi terroni con la terza elementare avrà capito come è andata a finire. Il cadavere accoltellato e strangolato di Pippa è stato ritrovato a sud di Istanbul. E' da notare che tale cadavere gocciolava borra di turco da tutti i buchi.

Grazie alle amicizie della famiglia, le autorità si sono messe subito in moto e hanno arrestato un pregiudicato turco che aveva in tasca il cellulare di Pippa. Il fatto che il crimine fosse stato commesso da varie persone e che il turco fosse troppo ignorante per avere cancellato i dati del cellulare non ha preoccupato nessuno, alla fine quello che serviva era uno a cui dare la colpa. Il turco si è beccato trent'anni di galera, il corpo è stato riportato in Italia per la sepoltura (anche perchè probabilmente i turchi se la sarebbero stuprata pure da morta) ed è finita lì.

Conclusioni


La famiglia sinistorsa di Pippa non ha rinunciato al suo sogno sinistorso nemmeno di fronte al cadavere della figlia usata come puching-ball e come borratoio. Le loro parole sono state "sarebbe potuto succedere dovunque, anche alla stazione di Milano" (ma è successo a Istanbul, coglioni) e "il messaggio di Pippa non sia dimenticato e che sia portato avanti da tutti: la fiducia negli altri e la volontà di pace" (non sarà dimenticato, così come non sarà dimenticato il modo in cui è finita).

Morta a 33 anni con un cazzo turco in gola. Complimenti!

Intendiamoci, si trattava di un'artista di performance art, nessuno ne sentirà la mancanza. Al massimo si potrebbe chiamare la giuria del Darwin Award per farle mandare un premio. La cosa da notare è il comportamento delle sinistre e in particolare della sua famiglia: l'ideologia di sinistra è un AIDS mentale che ti impedisce di vedere la realtà e la sostituisce con una serie di favolette degne della Disney degli anni '60. I sinistri non ammetteranno MAI quando i fatti gli danno ragione, per quanto evidenti siano. Il sinistrorso rifiuta il rapporto con la realtà, e lo sostituisce con delle belle favolette che resistono solo fino a che tale sinistrorso rimane nel suo caffè intellettuale a sorbire caffè guatemalteco equosolidale da 30 euro a tazzina con i suoi amici hipster.

Il caso di Pippa è quello che succede quando i sogni si scontrano con la realtà. Alla fine la realtà vince. Cosa avrà pensato Pippa mentre veniva strangolata? Forse continuava a credere nella pace e nella fiducia nel prossimo? Forse all'ultimo ha capito di essere sul punto di morire per avere seguito una ideologia idiota? Non lo sapremo mai.

Conclusioni 2


Si presume che l'intellettuale, dato che ha studiato, sia in grado di sapere di più e di capire di più della realtà rispetto a chi non ha istruzione. Il problema è che spesso gli intellettuali fanno e dicono cazzate tali da farti credere che gli sia stato aspirato via il cervello con un aspirapolvere. Proviamo ad immaginarci la storia di Pippa Bacca, se fosse avvenuta in una casa di proletari siculi:


Papà, senti, voglio andare a fare un viaggio fino a Gerusalemme, ma in autostop e vestita da sposa, per dimostrare che la pace e la fiducia nel prossimo sono possibili. Mi ci mandi?




Che minchia dici?





Allora, pà, voglio andare da Milano a Gerusalemme chiedendo l'autostop ai camionisti, da sola e vestita da sposa. Posso?




MA CHI MINCHIA RICI? TU SI FUODDRE! MA MANCU PU' CAZZU! TU TINNI STAI N'CASA!




Ecco, in questo caso il padre siculo con la terza elementare e vari precedenti penali fa una scelta più intelligente rispetto a quella della famiglia di Pippa. A questo punto la domanda è:

"Che senso ha studiare per anni, se poi fai delle scelte peggiori di quelle del carrettiere siculo con la terza elementare?"

Negli ultimi anni c'è stata una bruttissima deriva populista. Il popolo semianalfabeta ha iniziato a perdere la fiducia verso quelli che hanno studiato e a ritenere tutte le persone istruite come dei coglioni inutili e incapaci di rapportarsi con la realtà al di fuori dei loro quartierini fighetti e delle loro aule universitarie. Ma come dargli torto, quando succedono cose del genere?


OK, cose del genere sono orrende, bestiali, una vera rivolta dei somari ripetenti che prendono a sberle il primo della classe perchè li fa apparire come degli idioti. Ma, ripeto, come dargli torto? Gli intellettuali hanno ignorato il loro compito, ossia capire la realtà più e meglio degli ignoranti. Invece, hanno preferito diventare i seguaci di una ideologia fighetta radical chic che somiglia solo vagamente agli ideali di sinistra. Alla fine, è colpa loro se il popolo li considera dei coglioni, se non dei corrotti. E' solo colpa loro.


2083 Una dichiarazione di indipendenza europea - Raccolta articoli

Cari amici, ho deciso di dare una sistemata agli articoli del Compendio di Berwick. Ho raccolto tutti gli articoli del secondo libro e li ho hostati su vari siti gratuiti sparsi per il mondo. Ciò dovrebbe permettervi di conservare il testo anche se il blog venisse oscurato.

Ho usato un file .doc Word 2000 dato che lo si può leggere anche col computer più scrauso del pianeta. Il mio consiglio è scaricare il file, copiarlo su una chiavetta USB e nasconderla in un luogo sicuro, per quando servirà davvero. Per adesso scaricare il file e leggerlo è perfettamente legale, ma non posso garantire per il futuro. Questo è uno dei motivi per cui sto facendo questo (enorme) lavoro per cui nessuno mi pagherà mai un centesimo.

Se qualcuno ha un altro sito NON ITALIANO su cui hostarlo, me lo faccia sapere nei commenti.






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2083 - una dichiarazione di indipendenza europea - Libro 2.48 - Intervista a un ex musulmano


  1. 2.48 Lasciare l'Islam – intervista a un ex musulmano


Autori: Mohammad Asghar/Jamie Glazov


L'ospite di oggi è Mohammad Asghar, un ex musulmano che ha deciso di lasciare l'Islam dopo averne scoperto le vere dottrine. Oltre ad avere studiato il Corano per venticinque anni, Mohammed ha scritto un commentario sui versetti coranici nella speranza di diffondere la verità sull'Islam presso i non musulmani.

FP: Mohammad Asghar, benvenuto su Frontpage Interview.

Asghar: Grazie per l'invito.




FP: Ci parli della cultura in cui è cresciuto e della sua educazione musulmana.

Asghar: Sono nato in una famiglia di musulmani praticanti in Bangladesh. I miei genitori seguivano quasi tutte le regole islamiche e hanno fatto in modo da insegnarmele così che io potessi seguirle nella vita. Ho frequentato una madrassa insieme a molti altri bambini musulmani del mio quartiere, dove ho imparato a leggere il Corano. Ovviamente non capivo niente di quello che stavo leggendo.

Da giovane ho cercato di vivere come un vero musulmano. Dicevo le mie preghiere, anche se non sempre. Visitavo le tombe dei santi musulmani, celebravo il compleanno del Profeta anche se nessuno sapeva il suo anno di nascita, celebravo la sua ascensione ai Giardini (Jannat) del Cielo e cantavo le sue preghiere. Quando i miei genitori o i miei vicini organizzavano il Mehfil-e-Milad – un raduno di musulmani nel subcontinente indiano credevo veramente che le cose che stavo facendo fossero parte dei miei doveri verso Allah e verso il Profeta. Ero sicuro che se non li avessi compiaciuti non sarei mai andato nei Giardini durante il giorno del giudizio.



FP: Come mai si insegna la lettura del Corano ai bambini senza spiegargli cosa contiene?

Asghar: Secondo alcuni rapporti, ci sono più di un miliardo e mezzo di musulmani sul pianeta. Di questi, solo trecento milioni parlano e leggono l'arabo. Il Corano è difficile da leggere anche per i madrelingua arabi, dato che buona parte di esso è scritto in un arabo dialettale parlato solo dalla tribù Quraish della Mecca del settimo secolo.

La maggioranza dei musulmani vive nel sud est asiatico o nel sub continente indiano, e quasi nessuno di loro capisce l'arabo. Nenche coloro che imparano il Corano a memoria, detti Hafez-e-Qur’an, capiscono il significato delle parole che hanno memorizzato.

Come mai i musulmani imparano a memoria il Corano senza capirne neanche una parola? Perchè molti di loro, specialmente quelli non madrelingua araba, si fidano delle parole dei loro Mullahs. I musulmani, soprattutto quelli poveri e analfabeti, fanno solo quello che gli dice il loro Mullah, specialmente in India.

Questi Mullah dicono ai musulmani che leggere o recitare il Corano in arabo sia la cosa che più compiace Allah, e che il piacere di Allah sia l'unica cosa che possa fare entrare un uomo o un Jinn nel Giardin (Jannat) il giorno del giudizio. Questo porta tutti i musulmani, non solo quelli poveri e analfabeti ma anche quelli ricchi ed educati, a leggere il Corano in arabo senza provare a capire quello che stanno leggendo o le preghiere che stanno recitando. Questi musulmani pretendono che i loro figli leggano e imparino a memoria dei versetti coranici da recitare durante le loro preghiere obbligatorie.



FP: Mi sembra assurdo che la gente segua una religiose ripetendo cose che non hanno senso nemmeno per loro. Cosa le ha fatto venire dubbi riguardo alla sua fede?

Asghar: Circa 25 anni fa ho avuto lo shock della mia vita quando un Maulvi (chierico musulmano) si è rifiutato di farmi seppellire mia madre, dato che secondo lui il vestito che avevo addosso non era un abito islamico. Quel vestito viene chiamato “Lungi” in Bangladesh, e sembra il vestito che viene indossato in Malesia o in Burma nella vita di tutti i giorni (come i pantaloni, ma aperto verso il basso)



FP: Perchè la gente indossa il Lungi? Perchè un abito che lascia quelle parti esposte?

Aghar: Il Lungi, come il Saree femminile, è un vestito tradizionale che si indossa in Bangladesh per coprire la parte inferiore del corpo. Molti musulmani credono che non dovrebbe essere indossato dagli uomini musulmani, dato che il Lungi è aperto sul fondo e i genitali sono esposti verso la terra. Secondo i musulmani, esporre i propri genitali verso la terra è un peccato grave.

Il problema è che non ho mai sentito un Mullah dire niente del genere riguardo al Saree, un abito con le stesse caratteristiche del Lungi. Stranamente, i Mullah permettono alle loro mogli di indossarlo senza lamentarsi.



FP: Va bene, forse ne parleremo in dettaglio più tardi. Cosa è successo dopo la faccenda del Lungi?

Aghar: Mi è venuta voglia di sapere cosa vuole veramente l'Islam e quali sono i veri insegnamenti del Corano. Ho iniziato a leggere il Corano in inglese, nella traduzione di Abdullah Yusuf Ali e Mohammad Marmaduke Pickthall, e in Bengali e Urdu. Ho preso tre traduzioni in modo da essere sicuro che quello che stavo leggendo in inglese fosse la stessa cosa che era scritta in Bengali e Urdu, e che fosse una traduzione corretta e fedele del Corano arabo.

Quello che ho letto e scopert del Corano mi ha lasciato di sasso. Non riuscivo a credere che Allah, se esiste, possa avere detto quelle cose a Muhammad e ai suoi seguaci, cose come:


2:223: “Le vostre spose per voi sono come un campo. Venite pure al vostro campo come volete, ma predisponetevi; temete Allah e sappiate che Lo incontrerete. Danne la lieta novella ai credenti! .”


Dicendo ai musulmani che possono compiere atti sessuali con le loro mogli “come volete”, Allah gli ha permesso di violentarle, dato che in questo versetto non si chiede all'uomo di ottenere il consenso della donna, senza il quale l'atto sessuale è una violenza carnale. Per Allah il “predisponetevi” significa che basta recitare una preghiera verso di lui prima dello stupro per essere assolti dal crimine.



FP: Riguardo al versetto 2:223, se Allah non ha ordinato ciò allora chi è stato? Chi ha scritto questo versetto e perchè?

Aghar: Secondo me il Corano è solo un registro delle cose fatte e dette dal Profeta durante la sua vita terrena. I suoi seguaci hanno ricordato e raccontato questi episodi agli scrittori del Corano mentre veniva compilato. Quindi, il versetto 2:223 dovrebbe essere considerato come una cosa che lui ha fatto nella vita, e ha detto ai suoi seguaci.

Nelle Hadith (le parole di Maometto), leggiamo che:


Sahih Muslim, Libro 008, Numero 3240:

Jabir riportò che il messaggero di Allah (pace su di lui) vide una donna e andò da sua moglie Zainab, che in quel momento stava conciando una pelle, ed ebbe un rapporto con lei. Dopo, andò dai suoi discepoli e disse che la donna ti si avvicina con le forme di una diavolessa, quindi quando uno di noi vede una donna deve andare da sua moglie, per respingere quello che sente nel cuore.”

In pratica il Profeta ha fatto a sua moglie quello che veniva descritto nel versetto di prima, ossia si è preso sua moglie senza preavviso. I musulmani possono prendere la propria moglie senza preavviso e violentarla, se ciò li rende felici.




FP: Quindi lei ha lasciato l'Islam?

Asghar: Si, non sono più musulmano. Non seguo più gli insegnamenti e le dottrine dell'Islam, dato che le considero malvagie e inadatte per le brave persone.




FP: Come ha reagito la sua famiglia e la sua comunità? Lei è mai stato in pericolo?

Asghar: Ho detto alla mia famiglia quello che avevo trovato nel Corano e mi hanno dato ragione. Il problema è stato con la comunità, da cui mi sono ritrovato escluso. Molti dei miei amici e conoscenti hanno smesso di parlarmi, dato che temevano che quello che gli avrei detto li avrebbe portati a lasciare l'Islam. Altri mi hanno minacciato. Ho capito che se avessi continuato a vivere in quel posto con le mie opinioni avrei rischiato la vita, quindi ho deciso di emigrare negli Stati Uniti insieme alla mia famiglia.

Qui mi sento al sicuro, anche se ho già ricevuto minacce di morte. Il ministero di grazia e giustizia americano si è offerto di aiutarmi a proteggermi. Io e la mia famiglia siamo grati agli americani per essere stati al nostro fianco.

FP: Quali sono i suoi pensieri riguardo all'impatto dell'Islam sui musulmani e sui non musulmani?

Asghar: I musulmani sono le vittime dell'Islam. Molti di loro ne sono diventati volontariamente le vittime, mentre la maggioranza di loro sono caduti nella trappola senza sapere niente di quello in cui credono. L'Islam li ha trasformati in robot che fanno e credono solo quello che Allah gli dice. Basti pensare al fatto che molti musulmani non fanno niente nella vita senza prima dire “Bismillah ”, ossia iniziare ogni cosa nel nome di Allah dato che credono che senza il suo aiuto non possono fare nulla.

Dato che Allah gli ha chiesto di credere in un libro su cui non ci sono dubbi (Corano; 2:2), molti di loro passano tantissimo tempo pregando. Dato che i musulmani credono che gli insegnamenti del Corano siano tutto quello di cui hanno bisogno nella vita, molti di loro diventano chierici islamici invece di diventare studiosi o scienziati che potrebbero fare di più per il bene dell'umanità. Queste statistiche aiutano a capire lo stato della conoscenza nel mondo musulmano:

Ci sono 57 stati membri nella OIC, l'organizzazione delle conferenze islamiche, e in tutto hanno 500 università. C'è una università per tre milioni di musulmani. Gli USA hanno 5758 università, l'India ne ha 8407. Nella classifica mondiale delle università del 2004 non c'era nemmeno una università musulmana tra le prime 500. Ciò dimostra che il mondo musulmano non ha cultura. Negli ultimi 105 anni ci sono stati solo tre premi Nobel tra un miiardo e mezzo di musulmani (escludendo il Nobel per la pace), mentre nel frattempo 14 milioni di ebrei hanno avuto 180 premi Nobel.
FP: Cosa c'è dietro all'insegnamento musulmano che li obbliga a pregare tutto il tempo? Se non è stato Dio ad ordinarlo, allora è un ordine dato dall'uomo. Come mai un ordine simile?

Aghar: Prima dell'arrivo dell'Islam i pagani della penisola araba pregavano tre volte al giorno, all'alba, al tramonto e a mezzogiorno, inchinandosi verso la Mecca. Maometto ha mantenuto il rituale pagano, e a volte si è fatto scappare l'ordine di pregare due, tre o quattro volte al giorno. Dato che i suoi seguaci conoscevano bene le norme per la preghiera, Maometto non le ha menzionate nel Corano. I sunniti dicono che si debba pregare cinque volte al giorno, tutti gli altri si limitano a tre volte. (Dr. Rafiq Zakaria; Muhammad and the Quran, p. 74).

Maometto ha mantenuto la pratica pagana delle preghiere giornaliere per un motivo: dato che era ancora militarmente ed economicamente debole, doveva rendere chiaro ai pagani della Mecca che la sua religione non era molto differente dalla loro e che avrebbero dovuto accettarla senza resistenza. La sua politica è andata avanti anche alla Medina, dove gli ebrei gli si opponevano. Per cercare di portarli dalla sua parte, Maometto ordinò di cambiare la direzione della preghiera verso Gerusalemme, ma gli ebrei si rifiutarono di seguirlo comunque.

La preghiera musulmana acquista una nuova importanza con la conquista musulmana delle terre fuori dalla penisola araba. I musulmani, poveri e miserabili, si trovarono spiazzati di fronte alle ricchezze dei paesi che avevano conquistato solo pochi anni dopo la morte di Maometto e alla bellezza delle loro donne.

Al-Baladhuri, il più sensato tra gli storici delle conquiste musulmane, scriveva che Abu Bakr reclutava i volontari per la campagna siriana invitandoli alla guerra santa in cui avrebbero goduto del bottino e delle donne prese ai popoli sottomessi. Rustam, il generale persiano che difendeva il suo paese dall'invasione disse al diplomatico musulmano che: “capisco che siete costretti dalla vostra povertà a fare quello che fate.” Un verso della Hamasah di abu-Tammam sice che:


Voi non avete lasciato la vita nomade per il Paradiso;

Ma per la vostra fame di pane e datteri.

(Citato dalla Storia degli Arabi di Phillip K. Hitti, p. 144).


Le conquiste andavano avanti e il desiderio di donne e di ricchezze era sempre più forte. I comandanti musulmani temevano di perdere il controllo dei loro soldati, se non ne avessero calmato le passioni. Come soluzione al problema, alzarono il numero di preghiere gioraliere a cinque, includendo anche movimenti, gesti e recitazioni di frasi del Corano in modo da tenere i soldati impegnati e impedirgli di pensare alla ribellione.

Questo indottrinamento è simile a quello usato dai dittatori moderni sui loro militari. I comandanti musulmani riuscirono nel loro intento al punto da rendere le cinque preghiere una parte integrante della vita di tutti i musulmani. I musulmani sprecano un'enorme quantità di tempo in preghiera, trascurando i loro doveri pur di ottenere la benevolenza di Allah, danneggiando la loro stessa economia e il loro benessere. Prima i musulmani capiranno ciò, meglio sarà per loro e per il resto del mondo.



FP: Buona parte del mondo islamico è in preda alla povertà. Secondo lei è colpa della dottrina islamica?

Aghar: Certo. Per i musulmani la povertà è una virtù, una cosa datagli da Allah. Molti altri popoli hanno fatto di tutto per liberarsi dalla povertà, mentre i musulmani hanno seguito le loro convinzioni religiose e hanno inflitto la povertà su loro stessi. Molte nazioni musulmane hanno dato la loro autostima, la loro indipendenza politica e la loro sovranità in cambio dell'approvazione dei paesi che li mantenevano con la loro carità.

I musulmani non amano prendersi la responsabilità per i loro fallimenti e per le loro follie. Loro preferiscono dare la colpa ai non musulmani ricchi per tutti i mali che soffrono oggi, dicendo che sono stati causati dai tradimenti dei cristiani. Il Corano alimenta l'astio verso i cristiani, affermando che Allah gli ha dato la ricchezza non per dargli la prosperità sulla Terra, ma per punirli nella loro vita successiva. (Corano; 10:69 & 70).

I musulmani non si limitano ad odiare i non musulmani che sono ricchi: aspettano in silenzio il momento in cui potranno spazzarli via dalla faccia della Terra, insieme a tutte le altre religioni.

FP: Su cosa si basa ciò? Sulla guerra che l'Islam ordina di condurre contro gli infedeli?

Aghar: Si. Per quello che sappiamo l'Islam ha diviso il mondo in due parti: il Dar al Islam e il Dar al Harb, il mondo musulmano e il mondo non musulmano. Dato che i musulmani sono i soldati di Allah, devono seguire il suo piano di battaglia enunciato nel Corano. I musulmani hanno il compito di prendersi le terre dei non musulmani, e di costringerli ad accettare l'Islam o a morire (Corano; 9:29).

Gli insegnamenti del Corano portano i musulmani ad attaccare automaticamente i cristiani, dato che hanno la proibizione a prendere loro (e gli ebrei) come amici e l'ordine di considerare cristiani ed ebrei come nemici della Ummah (comunità) islamica e dell'Islam.

Oltre che gli ebrei e i cristiani, i musulmani odiano anche i pagani (Mushrikun) con tutto il loro cuore, dato che il Corano li considera impuri (Corano; 9:28) e indegni di vivere sulla Terra. I musulmani hanno l'ordine di ucciderli ogni volta che possono (Corano; 9:5). Queste istruzioni sono estremamente pericolose e rendono impossibile ai non musulmani il convivere con i musulmani.

Questa verità sull'Islam deve essere diffusa tra le comunità non musulmane di tutto il mondo, in modo da prepararle al pericolo mortale dell'Islam, in particolare se i musulmani divenissero la religione dominante. Leggere e capire il Corano è importante per tutti, non solo per gli infedeli di oggi, ma anche per proteggere i loro discendenti dalla furia omicida dei musulmani del futuro.

FP: Lei crede che l'Occidente potrà confrontarsi con l'aggressione dei musulmani?

Asghar: Mi dispiace dire che l'Occidente non ha capito nulla del Corano, della storia dell'Islam e dei musulmani. Questo sono esempi di come si comportano i musulmani verso ebrei, cristiani, buddisti e tutti gli altri infedeli:


  1. Mohammed è andato a Medina come fuggitivo dalla Mecca e nel giro di dieci anni ne è diventato il capo dopo avere ucciso o cacciato tutti gli ebrei della città e dopo averne convertito i pagani. Con le sue azioni, Maometto insegna ai suoi seguaci che essere in tanti è necessario per stabilire il comando. Se avesse conosciuto l'esistenza delle armi da fuoco, avrebbe ordinato ai suoi seguaci di comprarne, accumularle e di usarle per conquistare il mondo.

  1. L' Abissinia, un paese cristiano, è stata la prima nazione ad ospitare i musulmani fuggitivi dalla Mecca. Quando i musulmani sono diventati abbastanza forti e numerosi, si sono dimenticati dei favori concessi e ne hanno massacrato e convertito a forza gli abitanti. Se è per questo, hanno anche conquistato quasi un terzo del mondo e hanno tentato di invadere l'Europa, se non fossero stati fermati a Vienna nel 1683.

  1. Allah ha promesso il dominio della Terra ai musulmani, e li ha aiutati a diffondere l'Islam it (Corano; 24:55,57). Per raggiungere questi obiettivi, Allah gli ha ordinato di sfidare in battaglia quelli che rifiutano di convertirsi pacificamente, di colpirli fino a sottometterli, di prenderli prigionieri per poi liberarli sotto riscatto dopo la fine delle ostilità (Corano; 47:4).

Invece di imparare la lezione dalla storia dei musulmani, molti leader e molta gente comune in Occidente crede che l'Islam sia una religione di pace e che i suoi seguaci siano buoni come sembrano. Molti di loro non hanno capito niente, nemmeno dopo le morti e le distruzioni inflitte dai musulmani a New York o a Washington, e nemmeno dopo aver visto che un resista ha perso la sua vita per mano di un fanatico islamico solo per aver diretto un film contro l'Islam. Molti occidentali hanno lodato la “tolleranza” dei musulmani dopo aver saputo che un editore americano è stato costretto a non pubblicare un libro sulla moglie del Profeta Maometto a causa delle minacce di morte che ha ricevuto dagli islamici.

Molti occidentali hanno ignorato il presidente iraniano quando ha ordinato la distruzione completa di Israele, dicendo che era solo un pazzo. In realtà non è stata la sua pazzia che gli ha fatto dire quelle cose, ma il suo antisemitismo e i dettami della religione che segue.

Come dovrebbero fare i musulmani a distruggere Israele e conquistare il pianeta, se non ne hanno i mezzi? La risposta è questa:

Durante suo discorso ai delegati musulmani del OIC, tenutosi in Malesia nel 2003, il dottor Mahthir, ex primo ministro malese, ha espresso chiaramente il desiderio dei musulmani di acquisire armi sempre più mortali:

“…non si può fare altrimenti. Pochi milioni di ebrei non possono sconfiggere un miliardo e mezzo di musulmani. Ci deve essere un modo per vincere, e possiamo trovarlo solo se ci fermiamo per considerare le nostre forze e le nostre debolezze, i nostri piani e le nostre strategie per il contrattacco. Come musulmani, dobbiamo affidarci alla guida della Sunnah, del Corano e del Profeta. Di certo i ventitré anni di tribolazioni del Profeta ci possono insegnare come fare. Dobbiamo costruire le nostre forze in tutti i campi, non solo dal punto di vista militare. I nostri paesi devono essere stabili e ben amministrati, economicamente forti, con un'industria competente e una tecnologia avanzata. Ci vorrà tempo, ma si potrà fare, e sarà tempo ben speso. La nostra religione ci insegna ad essere pazienti, perchè la pazienza è una virtù. Innallahamaasabirin.

Mentre si preparano ad attaccare gli ebrei, i musulmani stanno prendendo piede nei paesi ricchi dell'occidente, con due obiettivi in mente. Il primo è quello di guadagnare fondi, il secondo è seminare l'Islam tra la gente dei paesi che li ospitano. Oltre a convertire i malcontenti e i criminali verso la loro fede, cercano di aumentare il loro numero facendo più figli possibile. Se non hanno donne a disposizione, cercheranno di intrappolare donne europee, convertirle a forza e costringere i figli a seguire l'Islam.

Quando i musulmani saranno diventati abbastanza da avere peso politico, cercheranno di avere l'autonomia o l'indipendenza per le regioni in cui hanno la maggioranza. Ciò è già avvenuto in India, e sta avvenendo in Cina, nelle Filippine e in Thailandia.

Questo è quello che succederà in Occidente, se gli occidentali continueranno con la loro “political correctness” e la loro apatia verso l'ostilità dell'Islam. Il filosofo e storico americano Will Durant (1885-1981) ha descritto questo processo in parole sue:


"la conquista islamica dell'India è probabilmente la più sanguinaria di tutta la storia. E' una storia triste, in cui una civiltà preziosa, con un complesso di ordine, libertà, cultura e pace può essere distrutta da un momento all'altro da barbari invasori o infiltrati all'interno”




FP: Lei può dare un consiglio all'occidente?

Aghar: Sapendo che Will Durant aveva ragione, suggerirei che l'Occidente debba compiere queste azioni per proteggere la sua indipendenza e lo stile di vita dei suoi popoli dalla minaccia musulmana:


  • Bisogna fermare l'invasione di musulmani, e ammettere solo quelli che sono disposti ad adattarsi allo stile di vita secolare.

  • Bisogna proibire la costruzione di altre moschee e di seminari religiosi, dato che queste istituzioni diffondono i fondamentalismi ed indottrinano i giovani all'odio verso tutti quelli con una fede diversa dall'Islam.

  • L'Occidente deve imparare a sorvegliare le moschee e a controllare il contenuto dei sermoni del venerdì, oltre che il contenuto degli insegnamenti che vengono impartiti ai bambini musulmani. Ogni imam o insegnante religioso che insegni odio razziale o religioso ai suoi studenti dovrà essere punito severamente.

  • Oltre a combattere il terrorismo in paesi come Iraq, Pakistan e Arabia Saudita, l'Occidente dovrà impedire ai governi di quei paesi di indottrinare i bambini all'odio religioso, fino al punto da usare la forza economica e militare contro i governi che si rifiuteranno di farlo.


L'Occidente non ha altra scelta se non quella di combattere contro i paesi musulmani e di contenere la minaccia musulmana contro di sé e contro i propri alleati. Se non lo farà, ci sarà una catastrofe per il mondo intero, una guerra che non si potrà vincere senza perdite umane e materiali enormi. L'occidente non ha altra scelta.




FP: L'Occidente può fare queste cose, e restare comunque un posto dove c'è libertà religiosa e personale?

Aghar: Se si vuole proteggere i cittadini dal terrorismo islamico e dalla minaccia dell'invasione, l'Occidente deve solo seguire le sue stesse leggi e fare qualche cambiamento al suo processo cognitivo. Per esempio:


  1. Ogni paese ha delle regole per l'ingresso. L'Occidente può regolare il flusso di musulmani facendo più attenzione a chi riceve i VISA d'ingresso.

  1. Ci sono già abbastanza moschee e scuole religiose per i bisogni della popolazione musulmana. Dato che molti Imam e insegnanti religiosi musulmani le usano come copertura per diffondere il fondamentalismo, l'Occidente ha il diritto di rifiutarsi di costruire altri edifici religiosi e di monitorare elettronicamente quelli che già esistono. Spiare elettronicamente gli Imam e gli insegnanti non è una violazione dei diritti umani dei musulmani, anzi è un'azione necessaria per proteggere i bambini islamici dall'influenza del fondamentalismo e dell'odio razziale.


Inoltre, l'Islam stesso permette lo spionaggio verso le persone pericolose, e Allah ha spiato personalmente i nemici di Maometto per proteggerlo dai complotti. Il Corano dice che :

108. Cercano di nascondersi agli uomini, ma non si nascondono ad Allah. Egli è al loro fianco, quando di notte pronunciano parole che Lui non gradisce. Allah abbraccia [nella Sua scienza tutto] quello che fanno.
Questo dovrebbe mettere a tacere quei musulmani che si oppongono alle azioni dei governi occidentali contro gli Imam e gli insegnanti, dato che se Allah poteva spiare contro i nemici di Maometto per proteggerlo, allora la polizia occidentale può fare la stessa cosa per i cittadini.
Inoltre, le libertà personali e religiose valgono per quelli che le seguono e le rispettano. Non si può usare la scusa della libertà religiosa o personale per evitare che un criminale venga arrestato, dato che la sua libertà è pericolosa per la società in cui vive. Se si parla di terrorismo religioso o di incitazioni a uccidere gli aderenti di una religione, allora il concetto di libertà religiosa non si applica. L'Occidente deve fare tutto ciò che è necessario per proteggersi e per proteggere i cittadini da coloro che vorrebbero distruggerli perchè glielo ordina la loro religione.
FP: Mohammad Asghar, grazie per l'intervista.

Asghar: Grazie a voi.


Fonti:

http://www.islam-watch.org/MAsghar/Leaving-Islam.htm






2083 - Una dichiarazione di indipendenza europea - Libro 2.47 - La lobby wahhabita in Europa


  1. 2.47 La lobby wahhabita in Europa


Gli estremisti si riuniscono perchè hanno paura dell'intolleranza.
Autore: Stephen Schwartz - 10/06/2005, Varsavia


Avrei dovuto capire che c'era qualcosa che non andava. Alla fine di Settembre, l'OCSE (organizzazione per la sicurezza e la cooperazione), un organo internazionale composto da 55 nazioni, incluse dittature assolute come la Bielorussia, ha indetto una tavola rotonda nella ridente città di Varsavia. L'argomento della riunione era “l'intolleranza e le discriminazioni contro i musulmani.” A parte i diplomatici OCSE, lo staff e due rappresentanti della commissione americana per la libertà religiosa, i partecipanti erano 25 rappresentanti delle ONG musulmane e dei garanti per i diritti umani da varie nazioni nordamericane ed europee.

Avrei dovuto fiutare i problemi dato che ho visto molti intrighi da parte dell'OCSE, fin dai tempi della guerra in Bosnia-Herzegovina e Kosovo degli anni 90. Non dimenticatevi che l'OCSE ha avuto il coraggio di proporsi come “osservatore” per le ultime elezioni presidenziali americane. Come scritto nel The Weekly Standard, l'OCSE ha dato il peggio di sé nei Balcani.

Per dirla semplice, l'OCSE è political correctness personificata. Il suo scopo è il combattere l'intolleranza e le discriminazioni verso tutti, che siano prostitute, studenti o chiunque altro. E' evidente che l'OCSE considera l'Islam, con i suoi massacri in vari paesi, come un “cattivo cliente”, al punto da dovere relegare la tavola rotonda sui musulmani in un posto fuori dal perimetro dell'edificio, e a tenere le riunioni dei musulmani nel sotterraneo di un hotel.

Ci sono fonti affidabili che dicono che la conferenza di Varsavia è stata una concessione in cambio del permesso di svolgere una conferenza sull'antisemitismo a Cordoba, in Spagna. Alla fine la conferenza di Varsavia è stata poco più di un teatro per permettere a dei fanatici violenti venuti da paesi come la Danimarca o la Gran Bretagna per difendere l'integralismo islamico. Alla fine gli integralisti europei si sono rivelati molto più violenti, aggressivi e offensivi di quelli americani.

A un certo punto un religioso proveniente dalla Gran Bretagna, l'Imam Abduljalil Sajid del Consiglio Musulmano per l'Armonia Razziale e Religiosa ha passato una mattinata insultando pesantemente Tony Blair per avere ridotto i diritti civili dopo gli attacchi del 7/7. Prima di ciò, il leader religioso ha risposto “ho sparato a tutte le scuole islamiche” dopo che gli hanno chiesto quale scuola di giurisprudenza islamica seguisse.


Imam Sajid ha intrattenuto il pubblico con i racconti di tutte le volte in cui ha attaccato Blair, dicendo al primo ministro che l'Islam e il terrorismo sono fenomeni del tutto separati. Inoltre, Sajid ha attaccato le reclusioni di Guantanamo. Per i musulmani presenti, gli attacchi a Londra e l'ideologia che li ha ispirati sono irrilevanti. L'unica cosa di cui gli importa è la reazione legale degli inglesi, degli americani e delle altre autorità europee.

La frase: “lotta contro l'estremismo” era presente nell'agenda dell'incontro, ma non è stata discussa se non in un sussurro durante il discorso di chiusura da parte del diplomatico turco Omur Orhun, che ha affermato che il problema dell'estremismo dovrà essere affrontato prima o poi dato è ciò che ha dato il via all'incontro. A sentire gli altri partecipanti, sembra che i non musulmani in Europa abbiano paura dei musulmani solo perchè sono razzisti o per colpra delle politiche estere degli USA (come affermato dal Nuzhat Jafri del Canadian Council of Muslim Women.)

Quando ho provato a dire che i terroristi Wahhabiti hanno colpito anche Marocco e Indonesia, paesi che non hanno niente a che fare con gli USA. Ho anche sottolineato che ci sono stati attentati in Turchia, un paese che si è opposto alle politiche americane in Iraq. Ms. Jafri si è limitata a dire che ci sono anche altre cause per il terrorismo, ma si è guardata bene dal descriverle.

Altri rappresentanti erano ancora più espliciti. Sembra che i paesi scandinavi non riescano a tenere gli estremisti maomettani fuori dai loro territori. Uno di questi rappresentanti era Bashy Quraishy, un uomo che rifiuta di definirsi religioso e che afferma di non essere un musulmano praticante, ma che ha deciso di fare carriera presentandosi come un esperto di cultura islamica e difendendo l'integralismo islamico.

Quraishy ha fatto del suo meglio per prendersi il palcoscenico. Mentre l'Imam Sajid affermava che non ci sono legami tra l'Islam e il terrorismo, Quraishy chiedeva che affermare una cosa simile sui media fosse proibito. I depliant che aveva rilasciato erano allucinanti: per lui il documentario della CNN "America Under Attack" era offensivo e pieno di pregiudizi. Secondo Quraishy, “non ci sono prove che nessun paese o gruppo abbia responsabilità per gli attacchi del 11 Settembre, e tutte le accuse all'Islam sono atti di razzismo.”

Quraishy ha riciclato gli attacchi di Jude Wanniski contro Richard Perle definendolo “un malvagio. Un giornalista nazionalista che usa termini anti islamici come mezzi di propaganda.” Quraishy ripete i clichés di al Qaeda and e dei suoi sostenitori: “Le Crociate sono tornate”, “Saddam in Iraq era solo un piccolo dittatore” e altri. I depliant di Quraishy affermavano che i termini "fondamentalista," "ghetto," e "gang organizzata su base etnica” siano termini razzisti e che non andrebbero usati nei media.

Il resto degli oratori era meno fervido, ma altrettanto assurdo. I musulmani canadesi si lamentano dell'effetto del Patriot Act americano sul loro paese. Tutti usavano termini come “quei cosiddetti terroristi” Il britannico Mohammed Aziz, di Faithwise, ha dichiarato che i membri della sua comunità devono fedeltà prima ad Allah, poi all'Ummah (la comunità islamica) e poi al paese in cui vivono.

Tutto questo è stato detto solo tre mesi dopo gli attacchi a Londra. L'incontro è finito senza produrre niente, se non la decisione di fare altri incontri. Sembra che l'OCSE, così come tutta l'Europa, abbia poco da fare contro la minaccia del fondamentalismo islamico, a parte stare a sentire le false accuse di razzismo.

Stephen Schwartz scrive spesso sul giornale The Weekly Standard.


Fonti:

http://www.weeklystandard.com/Content/Public/Articles/000/000/006/174gxfos.asp








2083 Una dichiarazione di indipendenza europea Libro 2.46 - Quanti musulmani sostengono l'Islam militante o l'estremismo salafita?

2.46 Quanti musulmani sostengono l'Islam militante o l'estremismo salafita?



Questa è una buona domanda a cui è difficile dare una risposta. Per prima cosa bisogna dire che c'è una grossa differenza tra un militante, un sostenitore e un semplice simpatizzante della causa. Seconda cosa, una Jihad armata avrà sempre vari obiettivi differenti. I jihadisti in Dagestan, Cecenia, Thailandia, Filippine, Siria, Palestina o altri luoghi simili vogliono creare stati islamici sotto la Shariah. Per raggiungere questo obiettivo i jihadisti devono combattere apertamente e sconfiggere gli infedeli in battaglia. Ci sono anche altri tipi di jihadisti con obiettivi differenti, ad esempio terrorizzare la popolazione europea dato che gli islamici in Europa sono ancora troppo pochi per combattere una guerra aperta. I cosiddetti “islamici moderati” stanno facendo la parte dei buoni, imputando le azioni dei salafiti alla povertà, al colonialismo moderno (Israele, Iraq, Afghanistan), alle discriminazioni, al razzismo e ad altre cause simili. Il loro obiettivo è ottenere concessioni da parte dei politici e dei media europei, dicendo che servono ad evitare l'insorgere dell'Islam militante.

Secondo Daniel Pipes[11], circa il dieci o quindici per cento dei musulmani in tutto il mondo approva e sostiene gli integralisti, di solito finanziando Hamas, Hezbollah, al-Qaeda o altre organizzazioni terroriste. Dato che ci sono più di un miliardo di musulmani, si parla di circa 120-180 milioni di sostenitori, sparsi in tutto il mondo. Quelli che simpatizzano con gli integralisti sono molti di più, circa il sessanta per cento del totale. Il 36% dei pakistani sostiene che l'esercito pakistano non dovrebbe attaccare al-Qaeda in Pakistan[12].

Non tutti quelli che sostengono o simpatizzano per gli integralisti sono salafiti. Il sostegno per gli integralisti viene da tutte le scuole islamiche, anche le più “moderate”.

Quasi tutti i sunniti pakistani seguono la scuola islamica Hanafi, la più antica e una delle più tolleranti di tutte. Questa scuola è la più diffusa nel mondo islamico, con il trenta per cento dei musulmani tra i propri sostenitori. Questo significa che gli Hanafi sono pacifici e moderati? Purtroppo non è così. Tutte le scuole della legge islamica sono decisamente intolleranti (la Hanbali è la peggiore), al punto che tutte predicano la condanna a morte per l'omosessualità e per l'apostasia, e puntano alla fondazione di una società sotto la Sharia.

La maggior parte dei musulmani in Europa e in Pakistan segue la scuola Hanafi, e alcuni credono che ciò li renda più moderati e tolleranti rispetto agli altri musulmani. Ciò contrasta col fatto che i musulmani pakistani siano noti per il loro conservatorismo e per la loro intolleranza. I musulmani Hanafiti hanno commesso centinaia di massacri e di genocidi, oltre che migliaia di assassinii. Il genocidio di più di un milione è mezzo di cristiani armeni, greci e assiri è da imputare alla cosiddetta scuola “moderata”, gli Hanafiti.


venerdì 20 gennaio 2017

Europa e famiglia


L'altro giorno pensavo a una cosa: tra i miei amici e conoscenti, nessuno di loro ha un figlio, a parte i seguenti elementi:



1) Terrone con IQ di 75, fa l'imbianchino e il piastrellista annero. La sua famiglia campa stile branco di zingari in una stamberga.

2) Terrona con IQ di 65, si e' fatta mettere incinta da un terrone per non farlo scappare. E' scappato comunque. Lei fa la lavapiatti e la lavacessi lasciando il figlio ai genitori. Il giorno in cui i suoi genitori muoiono o smettono di foraggiarla può morire di fame.

3) Polacca pluripregiudicata. Si è fatta ingravidare dal Totò Riina polacco, ora campa grazie ai sussidi dello stato inglese.

4) Parmensi di buona famiglia. Si sono decisi a fare un figlio alla verde età di 45 anni. L'ho visto appena, ma secondo me non ha un grande futuro davanti. Ovviamente, sono gli unici della comitiva ad avere figliato.



In pratica, gli unici ad essersi riprodotti sono stati gli esemplari peggiori della specie umana. Sembra che ci sia stato un processo di selezione naturale al contrario, in cui tutte le persone di successo siano arrivate intorno ai quarant'anni senza riprodursi (il che significa che un figlio non lo avranno MAI, o che al massimo faranno un povero down), mentre gli untermensch hanno figliato come conigli.








Insomma, siamo una versione reale del film Idiocracy - LINK. A questo aggiungiamo l'immigrazione e il tasso assurdo di natalità degli immigranti. Entrambe le cose non sarebbero avvenute se i locali non gli avessero lasciato tutto quello spazio vuoto da occupare.





Intendiamoci, negli ultimi anni il mondo è diventato una tale merda che solo una persona completamente rincoglionita e inconsapevole potrebbe dire: "Minchia, questo è proprio il posto e il momento giusto per fare un figlio! Sarà felicissimo di crescere qui!" Ciò non toglie che servono nuove leve per evitare che una cultura muoia.








Io ho potuto notare queste cose:



1) In Terronia saudita sono più ignoranti, più poveri, fanno più figli (ma sempre molto sotto il livello di sussistenza), e si accollano condizioni di vita degne dei campi Rom.

2) In Polentonia ci sono più soldi e più civiltà, anche se meno rispetto a dieci anni fa. Trovare una coppia italiana con figli è una vera impresa, in generale i pulenta convivono e non fanno figli manco a pagarli.

3) I napoletani in generale figliano come le bestie, quali che siano le loro condizioni. I napos sono gli unici in grado di battere gli africani e i mediorientali al loro stesso gioco!

4) In UK i negri praticano la nobile arte dello "sborra e scappa". Quasi tutti quelli che conosco sono cresciuti senza padre, e si vantano di avere vari figli sparsi a destra e a manca. Le negre se ne strafottono, tanto a loro conviene farsi ingravidare per godere dei generosissimi sussidi sociali inglesi. Il padre e' un optional.

5) I musulmani in UK figliano tanto, e si danno da fare per fare immigrare i loro parenti dai loro paesi. Basti guardare in un ospedale: un paziente inglese avrà al massimo una o due persone che gli fanno visita. Ogni volta che c'è un musulmano malato, ha una vera casbah di fratelli, cugini, nipoti, bambini, donne più o meno velate, vecchi, gente varia che fa un casino indescrivibile e pari solo al parentame dei terroni!

Insomma, se le cose continuano in questo modo non ci sarà bisogno di guerre, rivoluzioni, islamizzazioni o altro. I popoli europei saranno sostituiti nel modo più indolore ed efficace possibile: si lasceranno estinguere a poco a poco e gli spazi vuoti che loro stessi hanno lasciato saranno riempiti dagli immigrati. Nel giro di un'altra generazione o due le città europee saranno indistinguibili dalle città indiane o africane.


Come mi sento quando vado a Londra (Londonistan)


Non è una situazione che vedo come risolvibile. Non c'è modo di sbattere fuori una fetta consistente della popolazione, anche perchè loro sono i giovani, noi i vecchi. E poi, dove mandarli? Sono nati in Europa, sono cittadini europei a pieno titolo, non hanno alcun legame con la cultura dei paesi di origine dei loro genitori. In ogni caso, è gente turbolenta che nemmeno il Pakistan o l'Iran accetterebbe. Quantomeno la nostra fine sarà indolore: spariremo a poco a poco dopo essere sprofondati nell'irrilevanza più totale. I nuovi padroni d'Europa non perderanno neanche il tempo per andarci a sterminare.







Ora, mi piacerebbe se qualcuno di voi mi riportasse la sua esperienza personale nei commenti. Quanti anni avete? Quanti dei vostri coetanei hanno figliato? Soprattutto, quelli che hanno figliato sono persone decenti, o sono la feccia della razza umana?