Emigrante

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sabato 29 ottobre 2016

Teste di minchia part 11 - Chi pecora si fa, il lupo se lo mangia

Cari amici completamente rimbesuiti dal superskank, sono felice di farmi risentire. Non preoccupatevi se i vostri commenti non appaiono: devo censurarne il 90% perche' sembrano scritti da un cinese che ha fatto due settimane di corso intensivo di italiano, ma vi voglio bene lo stesso!


Ieri mi sono eccitato a morte guardando Game of Thrones, e ho cominciato a cercare qualcosa per sfogare la mia eccitazione:

Tyrion, quanto sei figo con quella barba!

Stavo cercando un bel pornazzo gayo interraziale con nani sfregiati, e invece mi sono trovato di fronte questo video. Misteri di Google.


OK, la mia eccitazione è andata irrimediabilmente a farsi fottere. Vediamo di non sprecare del tutto la serata e di analizzare il video. 

L'anal-isi del video


Premettiamo che Mentana è il tipico servo di mestiere che in un paese decente farebbe il lustrascarpe, il cameriere o lo schiavo anale in un dungeon sadomaso. Mentana ha la stessa intelligenza di un tonno, ma è stato bravo nel mettersi al posto giusto e nel ripetere fedelmente tutto quello che gli diceva il suo padrone, senza mai deviare di una virgola e senza mai avvicinarsi ad argomenti che potessero innervosire i padroni. Probabilmente crede veramente alle cazzate che dice e non ha proprio il cervello per capire le conseguenze di quello che sta dicendo. 

Per chi non avesse voglia di vedersi il video, lo riassumo:

MENTANA: I giovani di oggi sono senza palle, non fanno altro che stare col cellulare in mano e con l'Iphone nell'altra, che aspettano a protestare e a guadagnarsi i loro diritti? Noi ai loro tempi ci siamo guadagnati i nostri diritti con le manifestazioni.

RAGAZZA DAL PUBBLICO: Ma veramente, io sono laureata in filosofia, il sistema fa schifo e i politici se ne fregano delle nostre manifestazioni, non ci aiutano, non ci danno spazio.

MENTANA: Zitta, cogliona. Se volete i diritti tirate fuori le palle e combattete.

RAGAZZA DAL PUBBLICO: Ma mi mi mi mi... E perchè i politici non ci aiutano? Perchè mammina non ci tira fuori da questa situazione? E Babbo Natale? Dov'è? Perchè non ci aiuta lui?

MENTANA: Ma zitta, inutile testa di cazzo. 


La figura di Mentana


Mentana forse vuole dimenticarsi il fatto che la sua generazione ha ottenuto i diritti "obtorto collo", ovverossia con la VIOLENZA. Le manifestazioni non erano i girotondi pacifici di oggi (che non contano un cazzo), ma roba che ha lasciato parecchi morti. Forse Mentana non capisce che in caso di rivolta seria, uno dei primi a finire al muro sarebbe il suo padrone, con lui come secondo. Probabilmente lo sa, ma si rende conto del fatto che i giovani italiani sono talmente senza palle che le sue probabilità di finire al muro sono intorno allo 0.91%. Insomma, diciamo che Mentana al 50% ci è, e al 50% ci fa. In ogni caso, lui ha il culo parato e può dire quello che vuole.

La figura della ragazza


Iniziamo col dire che questa ragazza si presenta come povera disoccupata con un maglione da 300 euro e una laurea letteralmente inutile. Immagino il dialogo che c'è stato a casa quando lei ha deciso di iscriversi a Filosofia:



RAGAZZA: Ho deciso di laurearmi in Filosofia!

FRATELLO: Brava! Hanno appena aperto una fabbrica di Filosofia a Green Bay!

A parte gli scherzi, la ragazza si è presentata pigolante, indecisa, senza nessuna argomentazione chiara a parte l'idea che i politici avrebbero dovuto trovarle un lavoro. Da dove venga questa idea che dovrebbero essere i politici a trovarle un lavoro, non si sa. 

Posso anche giustificare l'errore di essersi laureati in una facoltà inutile. Alla fine, le cazzate nella vita si fanno. Io stesso ne ho fatte di peggiori. Però, dopo avere fatto una cazzata la cosa migliore è cercare di ripararla, non piangerci sopra. Hai una laurea inutile? Cerca di lavorare col diploma. Prenditi una qualifica professionale. Impara a vendere e vai a fare la promoter. Emigra. Impara una skill utile e sfruttala. Soprattutto, non chiedere al politico di trovarti un lavoro (a meno che tu non lo abbia spompinato divinamente, ma quella è un'altra storia).

Vieni qua, filosofa! Ci sono tanti cannoli da assaggiare!

Conclusioni


OK, scusate, ho divagato di nuovo. La mia conclusione è semplice: se quelli della mia età sono delle mezzeseghe come quelle che vedo in giro, allora si meritano di finire disoccupati, ciondolare a casa di papà e mammà finchè non crepano e poi passare una vita da barboni. E lo sapete perchè? Perchè non avranno MAI le palle di ribellarsi. Vi siete mai chiesti come mai i governi italiani sono sempre attentissimi alle esigenze dei "fratelli migranti", mentre dei "nuovi poveri" italiani se ne fottono? Semplice! Perchè se lasci un giovane italiano alla fame, quello ti scriverà un Twitter indignato, e poi se ne andrà a morire dietro i cassonetti. Prova a trattare un giovane immigrato come tratti gli italiani, e quello ti metterà la città a ferro e fuoco.

Secondo voi un politico avrà paura di questo:

Tipico giovane laureato italiano

Oppure di questo qua?

Immigrante a Rosarno, credo

Insomma, i giovani senza palle stanno avendo quello che si meritano. Chi pecora si fa, il lupo se lo mangia. In un paese decente, uno dei giovani presenti all'incontro avrebbe dovuto prendere nota, e gambizzare Mentana la settimana dopo. Non credo proprio che Mentana abbia la stessa fibra di Montanelli, che ha continuato a scancherare senza fermarsi un secondo anche dopo essersi preso due proiettili nelle gambe! Un paio di episodi del genere, e vedremmo i giornalisti iniziare a fare meno gli stronzi e gli sbruffoni verso i giovani. Ma tanto, i giovani sono un branco di eunuchi castrati alla nascita. I giornalisti possono dormire sonni tranquilli.

No, non quel tipo di eunuchi, cazzo. Quelli hanno le palle. Più o meno.


POST SCRIPTUM


Mi è stata rivolta una domanda interessante, ossia: "Parli tanto, ma perchè non lo hai fatto tu?". Ottima domanda! La risposta è semplice: io ho avuto le palle di riqualificarmi e di emigrare. Ora godo di ottime condizioni di vita, di uno stipendio dignitosissimo e di una certa sicurezza per il futuro. Perchè dovrei buttare via tutto per un branco di rincoglioniti che sanno solo mandare Twitter e messaggi di Facebook? Questa è una cosa che dovrebbero fare quelli che non hanno nulla da perdere, ma loro hanno perso i testicoli per strada. Quelli con le palle e la motivazione giusta hanno fatto strada all'estero, e non provano molto amore per quelli che sono rimasti. Quindi, spiacente. Io, la mia vita c'è l'ho. Se siete disperati come dite, datevi da fare e almeno crepate con una soddisfazione da parte. Tanto, siete destinati a fare i barboni comunque, cosa avete da perdere?





mercoledì 26 ottobre 2016

Life in modern England part 17 - Le coppie di fatto e il testamento biologico

Cari mongolucci craniolesi, poco tempo fa mi trovavo a discutere con un cristianaccio sull'argomento delle "coppie di fatto" e "testamento biologico" e su come fossero un orrore cosmico degno di Lovecraft (a parer suo). Dopo aver fatto dei contorsionismi mentali degni di Mia Malkova mi ha bannato. Vabbè, a quanto ho capito l'italiano di internet ci va solamente per parlare con persone della sua stessa, identica opinione. Tutti gli altri vanno bannati a priori. La cosa che gli ha fatto venire le coliche è stata questa immagine:





Questo è il modulo online per richiedere l'assistenza sociale. La prima domanda è: "Hai un partner?" Con partner si intende il membro di una coppia, ossia due persone che vivano insieme e siano:

Marito e moglie
Un uomo e una donna non sposati, ma che convivano come marito e moglie
Due persone dello stesso sesso sposate tra loro
Due persone dello stesso sesso che non siano sposate, ma che convivano insieme.


In pratica, in UK la questione sulle coppie di fatto è completamente risolta. Due amanti, due amici, due fratelli, possono chiedere e ottenere l'assistenza sociale esattamente alla pari della coppia sposata. Basta essere in due e avere casa assieme. Si può anche richiedere assistenza per bambini o minorenni che convivano con i due. Punto. Problema risolto. Niente polemiche. Niente casini. Niente interminabli dibattiti pubblici. Niente flames chilometrici su Internet.


Nel frattempo, mi sono informato sul testamento biologico qui in UK. Lo sapete cosa ci vuole per fare un testamento biologico (living will) perfettamente valido dal punto di vista legale?

QUESTO:


Un link del sito dell'NHS, il servizio sanitario inglese. Basta stampare un foglietto, firmarlo davanti a un testimone (possibilmente un medico o infermiere dell'ospedale che possa dichiararti capace di intendere e di volere) e farlo mettere nella cartella clinica. Stop. Non ci vuole altro. Nessuna polemica, nessun rompimento di cazzi, nessun prete pedofilo in mezzo ai coglioni (qui non si fanno vedere se non li chiami tu), nessun avvocato da pagare. Quel foglietto ha valore legale al 100%.


Cosa vuol dire tutto ciò?


Che i cristiani fanatici ormai sono solo un fenomeno folkloristico, totalmente irrilevante. Che è inutile perdere tempo con le polemiche con i cristianacci o con i bigotti vari. Il mondo va avanti. La mentalità cambia, la società si evolve. Tutto cambia, tranne loro, chiusi nel loro paesino terronmedievale impestato dalla Xylella. Il resto del mondo va avanti pacificamente, e intanto li tratta con lo scherno che si meritano. Ormai sono irrilevanti, chiusi nel loro paesino a vantarsi di essere la roccaforte della moralità contro il mondo corrotto e malvagio.

Hai poco da ridere, panzone di merda! 0.6 per cento! Non conti un cazzo!

Insomma, finitela di dare conto ai cattobigotti. Sono solo quattro gatti che cercano le polemiche e i flame per darsi un'illusione di rilevanza. Il cattolico di cui si deve avere paura è quello di CL, quello buono e tranquillo che non alza mai la voce, ma alla fine ha le mani in pasta nella sanità di mezza Italia. Il cattolico fanatico è solo folklore.



2083 - Una dichiarazione di indipendenza europea - Libro 2.40 Crimini commessi dai musulmani contro gli europei 1960-2010 (2020)

2.40 Crimini commessi dai musulmani contro gli europei 1960-2010 (2020)


Questo rapporto include i crimini commessi contro le popolazioni native europee tra il 1960 e il 2010. Inoltre, sono incluse le proiezioni statistiche relative all'anno 2020. Sono inclusi omicidi premeditati e non, violenze carnali, rapine, pestaggi, vandalismi e altro.




Anno
Musulmani in Europa
[1]
[2]
[3]
[4]

1960-65

>100.000

5000

1000

500

50
1965-70
>400.000
20000
5000
2000
200
1970-75
>800.000
40000
10000
4000
400
1975-80
>2 milioni
100000
25000
10000
1000
1980-85
>4 milioni
200000
50000
20000
2000
1985-90
>8 milioni
400000
100000
40000
4000
1991
9 milioni
90000
22500
9000
900
1992
10 milioni
100000
25000
10000
1000
1993
11 milioni
110000
27500
11000
1100
1994
12 milioni
120000
30000
12000
1200
1995
13 milioni
130000
32500
13000
1300
1996
14 milioni
140000
35000
14000
1400
1997
15 milioni
150000
37500
15000
1500
1998
16 milioni
160000
40000
16000
1600
1999
17 milioni
170000
42500
17000
1700
2000
18 milioni
180000
45000
18000
1800
2001
19 milioni
190000
47500
19000
1900
2002
20 milioni
200000
50000
20000
2000
2003
21 milioni
210000
52500
21000
2100
2004
22 milioni
220000
55000
22000
2200
2005
23 milioni
230000
57500
23000
2300
2006
24 milioni
240000
60000
24000
2400
2007
25 milioni
250000
62500
25000
2500
2008
26 milioni
260000
65000
26000
2600
2009
27,5 milioni
275000
68750
27500
2750
2010
29 milioni
290000
72500
29000
2900
2011
30,5 milioni
305000
76250
30500
3050
2012
32 milioni
320000
80000
32000
3200
2013
33,5 milioni
335000
83750
33500
3350
2014
35 milioni
350000
87500
35000
3500
2015
37 milioni
370000
92500
37000
3700
2016
39 milioni
390000
97500
39000
3900
2017
41 milioni
410000
102500
41000
4100
2018
43 milioni
430000
107500
43000
4300
2019
45 milioni
450000
112500
45000
4500
2020
47 milioni
470000
117500
47000
4700






Numero totale di crimini
8,31 milioni
2,07 milioni
831 000
83 100













Questi numeri sono stati calcolati secondo i dati provenienti da Norvegia, Francia, Svezia e Gran Bretagna e potrebbero non essere perfettamente accurati. In generale, si tratta di una stima approssimativa per farsi un'idea del fenomeno. I numeri potrebbero sembrare assurdi e difficili da accettare, ma si tratta di stime al ribasso. Il totale è quasi certamente molto più alto.

1. Crimini violenti. Si includono atti di abusi fisici e mentali (pestaggi, minacce, violenze varie), tortura, riduzione in schiavitù. Molti europei sono stati vittime di vari crimini da varie fonti. La media annuale è di 1000 crimini per 100.000 musulmani.

2. Violenze carnali. Stupri e violenze sessuali in generale. La media annuale è di 200 crimini per 100.000 musulmani.

3. Vandalismi, inclusi gli incendi di auto private, un problema serio in molte capitali europee. Il vandalismo è uno dei metodi preferiti dai musulmani per indebolire le società europee. La media annuale è di 100 crimini per 100.000 musulmani.

4. Omicidi premeditati e non. La media annuale è di 10 crimini per 100.000 musulmani.



Dove vivono i musulmani c'è islamizzazione


La nostra società ormai vive blindata tra misure di sicurezza antiterroristiche, necessarie solo per difenderla dai criminali e terroristi islamici portati in Europa dall'immigrazione. Questa è la prova del fatto che accogliere tutti questi musulmani ci ha fatto perdere la nostra libertà per colpa delle minacce dell'Islam. Nessuno vuole parlare del fatto più evidente, ossia che viviamo in una società blindata per colpa dei musulmani. Se non li avessimo accolti, tutte queste misure di sicurezza non sarebbero necessarie. Se se ne andassero, non ci sarebbe più bisogno di tutte queste misure di sicurezza.

I musulmani vedono l'Europa come “dar-al-Harb” (la casa della guerra), come gli viene insegnato nel Corano. Per loro, saccheggiare le risorse degli europei è un diritto sancito dal loro stesso libro sacro. Per loro un infedele/kaffir è un cittadino di seconda classe, meno di un musulmano devoto. I musulmani vedono l'atto di stuprare, rapinare e uccidere gli europei come un ordine dato direttamente da Allah.


I musulmani devono essere considerati alla stregua di bestie selvagge. Non bisogna dare la colpa a una bestia selvaggia per il modo in cui si comporta: è la sua natura. I colpevoli sono i traditori multiculturalisti che hanno portato queste bestie in Europa e continuano a proteggerle. Questo è un genocidio, un crimine commesso dalle nostre stesse elites, per cui pagheranno con la vita. Non si meritano nessuna pietà per quello che hanno fatto e che vogliono continuare a fare. 

2083 - Una dichiarazione di indipendenza europea - Libro 2.39 La guerra civile in Europa – I musulmani vogliono il comando, non l'integrazione

2.39 La guerra civile in Europa – I musulmani vogliono il comando, non l'integrazione


Tratto da The Brussels Journal, 10.2006


NOTA DEL TRADUTTORE: Ancora una volta, Breivik si è rivelato profetico. Mentre sto scrivendo questo post i poliziotti francesi sono in sciopero (cosa inaudita) dopo che le bestie selvagge delle banlieu hanno incendiato una delle loro camionette con le molotov, ferendo gravemente quattro agenti.



In varie comunità francesi i musulmani stanno combattendo una “intifada” contro la polizia, con scontri violenti che causano una media di 14 feriti al giorno tra gli agenti. Il ministro dell'interno ha dichiarato che quasi 2500 agenti sono stati feriti solo quest'anno, mentre il sindacato della polizia ha dichiarato che i suoi membri sono in stato di “guerra civile” contro i musulmani dei quartieri popolari detti “banlieue”, popolati da giovani disoccupati di origine nordafricana.

Si dice che la situazione sia così grave che la polizia abbia chiesto al governo l'uso di veicoli blindati per gli interventi nelle banlieue. Il numero di attacchi è salito di un terzo solo quest'anno. I rappresentanti della polizia hanno dichiarato al giornale Le Figaro che ormai i rivoltosi non hanno più paura di attaccare gli agenti in pattuglia, come è già successo nei Paesi Bassi.

[...] [Michel Thoomis, il segretario generale del sindacato di polizia Action Police,] ha dichiarato che: “Siamo in uno stato di guerra civile, condotta dagli integralisti islamici. Qui non si parla più di violenza urbana ma di una vera e propria intifada con pietre e bottiglie molotov. Non si vedono più due o tre delinquenti che attaccano gli agenti, ma interi condomini che scendono per strada per liberare i loro compari che stanno venendo arrestati.”


[...] Secondo Gerard Demarcq, leader del sindacato di polizia Alliance, tale situazione non esiste, e gli attacchi agli agenti sono prova che la politica di ripresa del territorio dalle bande sta funzionando.

Secondo Paul Belien del The Brussels Journal, 6 Novembre 2005:

Per capire quello che sta succedendo oggi non bisogna basarsi solo sulla prospettiva occidentale. Bisogna pensare come quei giovani per capirli. Non si tratta di immaginarsi nella loro situazione, ma di immaginare il modo in cui ragionano. La domanda importante è: che rapporto c'è tra questi ragazzi e la società francese?

I loro genitori sono arrivati in Francia dai paesi musulmani, accettando il fatto che sarebbero rimasti musulmani in un paese non musulmano. Gli immigrati di seconda generazione, invece, vedono la Francia come il loro paese, dato che ci sono nati. Dato che sono musulmani, loro vogliono che il loro paese sia musulmano. [...] Gli europei non possono biasimare questi ragazzi per il modo in cui vedono le cose. L'Europa ha aperto le porte ai musulmani, permettendo un'immigrazione su scala mai vista prima e incoraggiando gli immigranti a non integrarsi e a mantenere la loro cultura.

[...] I media che dicono che questi giovani vogliono integrarsi nella nostra società stanno mentendo. Loro non si vedono come parte della nostra società, e vogliono tenerci lontani dalla loro. I disordini in Francia non sono paragonabili a quelli degli afroamericani degli anni '60. Il cronista parigino del The New York Times che lo afferma sta mentendo o non ha idea di quello che stia dicendo. Le rivolte in Francia sono quelle che avvengono quando un gruppo vuole imporre la sua autorità e cacciare gli altri gruppi dal proprio territorio. [...] I musulmani sono offesi dalle ingerenze degli estranei nelle loro vite e nei territori in cui abitano. Il loro messaggio è chiaro: state lontani dal nostro territorio, ormai qui comandiamo noi.

Secondo Paul Belien del The American Conservative, 5 Dicembre 2005:

E' facile capire come mai i giovani dei quartieri popolari siano diventati così violenti quando il ministro Sarkozy ha cercato di riportare la legge e l'ordine nei loro quartieri. I giovani hanno comandato in quei quartieri per decenni e non possono permettere alle autorità francesi di riprendere il controllo del territorio. A differenza degli intellettuali, loro capiscono che la base del potere è il controllo di un territorio. La polizia e le bande combattono per decidere quale sarà la legge che governerà i quartieri popolari: la legge francese o la legge della nuova Eurabia.

[...] Sarkozy non è stato in grado di prevalere perché ha potuto impiegare solo agenti di polizia. Dopo due giorni di rivolte, gli agenti hanno ammesso di non avere i mezzi per vincere quella che era diventata una guerra civile. [...] Gli abitanti dei quartieri popolari avevano altre idee. I leader dei rivoltosi guidano BMW e Mercedes (che nessuno oserebbe toccare), e usano cellulari e computer per guidare le loro truppe. La guerra in Francia è una faccenda di controllo del territorio, non di ingiustizia sociale.



sabato 8 ottobre 2016

2083 - Una dichiarazione di indipendenza europea - Libro 2.38 I veri motivi dell'intolleranza musulmana

2.38 I veri motivi dell'intolleranza musulmana


Autore: Andrew G. Bostom


Durante uno dei loro ultimi attentati a Khobar, in Arabia Saudita, i terroristi islamici chiedevano ai loro ostaggi: “Siete musulmani o cristiani? Non vogliamo uccidere altri musulmani.” Alla fine l'attentato ha lasciato 17 vittime civili.[1] Come possiamo interpretare questi atti di terrorimo rivolto ai non musulmani? Uno dei commentatori più esperti nel campo del fontamentalismo islamico ha detto che [2] i fondamentalismi e la rabbia generalizzata tra i musulmani derivano dal declino del potere politico degli stati musulmani, a partire dalla dissoluzione dell'impero Ottomano dopo la guerra e dalla fondazione dello stato di Israele. Nonostante la sua erudizione, il luminare non sembra interessato a dare un'altra spiegazione al motivo dell'odio musulmano verso i non musulmani, ossia ciò che viene insegnato ai bambini musulmani riguardo agli infedeli. Tali insegnamenti non dipendono assolutamente dalle condizioni geopolitiche.

E.W. Lane ha scritto un diario riguardo alla sua vita in Egitto, particolarmente riguardo agli anni passati al Cairo e a Luxor (dal 1825 al 1828 e poi dal 1833 al 1835). Nel suo studio Cairo, James Aldridge definiva il diario di Lane come “la descrizione più accurata e veritiera del comportamento degli egiziani.[3] Lane spiega che i musulmani egiziani definiscono le persone delle altre fedi come “i figli della perdizione”, che i bambini egiziani vengono addestrati a odiare fin da tenera età. Gli scolari egiziani vengono educati a maledire le persone e le proprietà di ebrei, cristiani e di tutti coloro che non credano nella religione di Maometto.[4] Lane, con la sua conoscenza impeccabile dell'arabo, scrisse un enorme dizionario arabo-inglese e tradusse le preghiere che trovò in un testo contemporaneo. Tale testo contiene maledizioni contro i non musulmani “che vengono recitate dai bambini delle scuole del Cairo giorno dopo giorno, prima di tornare a casa.[5] Una di queste maledizioni dice:

Cerco rifugio in Allah contro Satana. Nel nome di Allah, misericordioso e compassionevole. Oh Allah, aiuta l'Islam ed esalta le parole della verità e della fede tramite la preservazione dei tuoi servi e dei figli dei tuoi servi, del Sultano dei due continenti (Europa e Asia), del Khakan (imperatore) dei due mari (Mediterraneo e Mar Nero), del Sultano, del figlio del Sultano. Oh, Allah, aiutalo e aiuta i suoi eserciti e tutte le forze dei musulmani: Oh, signore del mondo intero, distruggi gli infedeli e i politeisti, tuoi nemici e nemici della tua religione. Oh, signore, rendi orfani i loro figli, profana i loro edifici, ostacola il loro passo, offri loro, le loro famiglie, i loro figli, i loro parenti, i loro amici, le loro proprietà, la loro razza e le loro ricchezze come bottino di guerra per i musulmani.[6]

Non c'è da stupirsi del fatto che Lane descriva come gli ebrei venissero presi a spintoni per strada e spesso picchiati solo per avere osato passare alla destra di un musulmano. Lane riporta che gli ebrei non osavano neanche lamentarsi dopo essere stati insultati o picchiati da un arabo o da un turco, dato che era comune che un ebreo venisse messo a morte con un'accusa fittizia di avere mancato di rispetto al corano o al profeta. Per un arabo era comune insultare un asino chiamandolo “ebreo”.[7]

Cinque decenni dopo, a Tunisi, Fellah riportava l'odio viscerale e l'ostilità dei bambini musulmani, specialmente verso i non musulmani: “(l'ebreo) deve inginocchiarsi di fronte al bambino musulmano e permettergli di colpirlo in faccia, come da privilegio tradizionale. Anche lo scrittore ha dovuto sottomettersi a questo trattamento. In queste cose i musulmani si comportano con impunità completa, dato che si tratta di una consuetudine che viene da tempi immemorabili.”[8]

Mary Boyce, professoressa emerita di studi iraniani e studiosa di zoroastrismo, ha passato un anno sabbatico nel 1963-64 nella comunità zoroastriana iraniana (Sharifabad, nella pianura Yazdi). Nel 1975, durante una serie di letture a Oxford,[9] ha notato che gli antenati iraniani degli zoroastriani avevano una tradizione di allevamento di cani, dato che vivevano un'esistenza nomade tra le steppe asiatiche. Ciò ha portato l'inclusione dei cani nelle pratiche religiose zoroastriane.[10] Boyce ha parlato anche della crudeltà gratuita dei musulmani iraniani verso i cani, includendo un aneddoto personale:

A Sharifabad i cani sapevano distinguere tra zoroastriani e musulmani, ed erano capaci di andare a chiedere cibo ad un gruppo di zoroastriani o di addormentarsi tranquillamente in una via zoroastriana. Quegli stessi cani scappavano alla sola vista di gruppi di musulmani. L'ostilità dei musulmani verso i cani viene dall'opposizione verso la fede zoroastriana, precedente alla conquista musulmana. Nell'area Yazdi i musulmani adoravano torturare i cani, dato che per loro significava uccidere una creatura impura e causare sofferenza negli infedeli. Quando l'esattore andava a ritirare la Jizya, la tassa sugli infedeli, spesso amava picchiare il cane dell'infedele fino a che non veniva pagato. Ho visto una ragazzina musulmana prendere a calci un cucciolo, e rispondere alle mie proteste dicendo che si trattava di un animale impuro. So che a Sharifabad i musulmani amavano uccidere i cani a colpi di pala. Questa crudeltà gratuita aggiungeva parecchia tensione tra le due comunità.[11]

Sorour Soroudi, accademica iraniana di fede ebraica, la cui famiglia aveva lasciato l'Iran nel 1970, ricordava che:

"Ricordo ancora la filastrocca cantata dai bambini musulmani quando vedevano un armeno, diceva, cane armeno andrai all'inferno[12].

Dieci anni dopo le discriminazioni contro gli infedeli diventavano ancora peggiori, dato che venivano autorizzate dalla teocrazia sciita di Khomeini.[13] Il professor Eliz Sanasarian ha scritto un esempio particolarmente spaventoso di queste discriminazioni, dato che rifletteva l'indottrinamento dei candidati per l'insegnamento. In pratica, si affermava che il racconto dell'avvelenamento di Maometto da parte di una donna ebrea, descritto in una hadith[14], fosse verità storica. Sanasarian scrive che: “Inoltre, tale storia è diventata una delle domande nelle prove ideologiche per entrare nell'istituto magistrale. Gli studenti ricevono un questionario a risposte multiple, in cui alla domanda su chi fosse l'istigatore del martirio del profeta bisognava rispondere che era stata una donna ebrea.”[15]

Tale pratica continua attualmente con il proliferare dei programmi educativi pieni di intolleranza verso i non musulmani, finanziati dai sauditi. Un rapporto recente ha esposto vari esempi di tale indottrinamento, accompagnato dal proclama trionfante saudita in cui si diceva che “Re Fahd ha fatto un investimento astronomico, pari a vari miliardi di ryal sauditi. Parlando di istituzioni islamiche, ci sono 210 centri islamici finanziati dai sauditi, più di 1500 moschee e di 2000 scuole, e circa 2000 scuole elementari rivolte ai bambini musulmani in paesi non musulmani in Europa, America, Australia e Asia.”[16]

L'intolleranza per i non musulmani è sempre stata parte integrante dell'educazione religiosa musulmana, precedente al fondamentalismo islamico moderno e pre moderno. Dobbiamo riconoscere l'esistenza di questa realtà e iniziare ad andare oltre alle limitazioni degli studiosi chiusi nella loro torre d'avorio. Forse sarebbe il caso di ascoltare i consigli di Ibn Warraq, apostata islamico e reduce da un'educazione in una madrassa:

Primo, quelli che vivono in Occidente e godono di libertà di espressione dovrebbero incoraggiare a criticare razionalmente l'islam e il corano. Solo la critica del corano può incoraggiare i musulmani a vedere le loro scritture in modo più razionale e obiettivo e ad impedire che i giovani musulmani si radicalizzino facendosi influenzare dalle parti più violente del corano. Possiamo incoraggiare la razionalità tramite l'educazione secolare. Ciò significa chiudere le madrassa dove i figli delle famiglie povere imparano il corano a memoria e le dottrine della jihad, diventando fanatici. La mia priorità sarebbe riscrivere completamente i programmi ministeriali, dato che quelli odierni predicano l'intolleranza verso tutti i non musulmani, particolarmente gli ebrei. Si spera che l'educazione incoraggi il pensiero critico e la razionalità. Per insegnare il pluralismo dobbiamo insegnare le glorie della storia pre islamica ai bambini. Si dovrebbe separare nettamente l'educazione religiosa dall'educazione scolastica nelle scuole, ma nei paesi islamici ciò non è ancora possibile. Il massimo che possiamo sperare è l'insegnamento delle religioni comparate, cosa che porterebbe allo spegnimento dei fanatismi dato che si studierebbe l'islam come una fede tra le tante.[17]

Fino a che qualcuno non ascolterà Warraq, ci troveremo di fronte a una Jihad senza fine.


Fonti:

http://www.andrewbostom.org/loj//content/view/24/27/
1. Reuters, “Gunmen hunted "infidel" Westerners”  Sun May 30, 2004 06:30 AM ET, http://www.reuters.co.uk/newsPackageArticle.jhtml?type=topNews&storyID=520188&section=news
2. i.e., Bernard Lewis, for example, in 1990 http://www.theatlantic.com/issues/90sep/rage.htm http://www.theatlantic.com/issues/90sep/rage2.htm; November/December 1998 “License to Kill: Usama bin Ladin's Declaration of Jihad”, Foreign Affairs; 2002  http://www.theatlantic.com/issues/2002/01/lewis.htm;     2003 http://www.theatlantic.com/issues/2003/05/lewis.htm
3. Quoted by J.M. White, in his introduction to, Lane, E.W. An Account of the Manners and Customs of the Modern Egyptians, New York, 1973, p. v.
4. Lane, E.W. Modern Egyptians, p. 276.
5., 6. Lane, E.W. Modern Egyptians, p. 575.
7. Lane, E.W. Modern Egyptians, pp. 554-555.
8. Fellah. “The Situation of the Jews in Tunis, September 1888.”, Ha-Asif (The Harvest) [Hebrew] 6 (Warsaw, 1889), English translation in, Bat Ye’or, The Dhimmi- Jews and Christians Under Islam, Fairleigh Dickinson University Press, 1985, p. 376.
9. Boyce, Mary. A Persian Stronghold of Zoroastrianism (based on the Ratanbai Katrak lectures, 1975), 1977, Oxford.
10. Boyce, M. A Persian Stronghold, p. 139.
11. Boyce, M. A Persian Stronghold, pp. 141-142.
12. Soroudi, Sorour. “The Concept of Jewish Impurity and its Reflection in Persian and Judeo-Persian Traditions” Irano-Judaica 1994, Vol. III, p. 155 (footnote 33):
13. See Tabandeh, Sultanhussein. A Muslim Commentary on the Universal Declaration of Human Rights, translated by F.J. Goulding, London, 1970, pp. 17-19. Tabandeh was a Sufi Shi’ite ideologue whose writings had a profound influence on Ayatollah Khomeini’s discriminatory policies towards non-Muslims in Iran, as discussed in Sanasarian, Eliz. Religious Minorities in Iran, Cambridge, 2000, pp. 24-27.
14. Sahih Bukhari, Volume 3, Book 47, Number 786: Narrated Anas bin Malik: “A Jewess brought a poisoned (cooked) sheep for the Prophet who ate from it. She was brought to the Prophet and he was asked, ‘Shall we kill her?’ He said, ‘No.’ I continued to see the effect of the poison on the palate of the mouth of Allah's Apostle.”
15. Sanasarian, E. Religious Minorities in Iran, p. 111.
16. Stalinsky, Steven. “Preliminary Overview. - Saudi Arabia's Education System: Curriculum, Spreading Saudi Education to the World and the Official Saudi Position on Education Policy,” Middle East Media Research Institute, December 20, 2002.

17. Warraq, Ibn. “A True Islamic Reformation,” FrontPageMagazine.com, May 19, 2003