Emigrante

Per i post relativi all'immigrazione in UK pregasi cliccare "Inghilterra" nell'indice a destra, piccoli bambini speciali!

venerdì 14 novembre 2014

La paura

Cari amici, ieri stavo leggendo un blog terrone quando mi è capitato sotto mano un articolo interessante:

http://www.rosalio.it/2014/11/14/ho-paura/

Porco il dio fottuto da cento macellai prima della macellazione...

Si, figlioli? Mi avete chiamato? Cosa posso fare per voi?
Zitto, dio, oggi non mi servi.

Allora, tale post mi ha impressionato parecchio dato che fotografa perfettamente l'atmosfera di palermo. Che dire, certe cose tendi a dimenticarle dopo tanti anni passati a vivere in un posto decente!

Palermo (e tutta l'italia in generale) è un posto dove si vive in preda alla paura. Vai al lavoro con la paura di essere investito o di restare bloccato nel traffico. Arrivi al lavoro e sei già stanco, stressato e impaurito. Lavori, e ogni momento lo passi a pregare di non essere licenziato o di non litigare con uno dei tanti incapaci raccomandati a cui devi fare sempre l'inchino e il sorriso. Esci dal lavoro e speri di trovare la macchina intatta. Torni a casa sperando di non trovarla aperta e svaligiata oppure occupata da un branco di zingari. Vai a fare la spesa sperando di non essere pestato e rapinato da un branco di delinquenti. Torni a casa e ti barrichi dietro una porta blindata degna di un carcere. Accendi la TV e vedi solo tragedie e brutte notizie. Vai su Jewbook e fai finta di essere ricco, bello, figo, con tanti amici e tanti interessi. Ti metti a letto e passi le ore a rigirarti in preda alle preoccupazioni. Ti svegli la mattina con la voglia di suicidarti.

No, dio facocero, ciò non è normale e non è accettabile. Non ha senso vivere la propria vita in preda alla paura, a meno che tu non sia un VFB in zona di guerra. Non è scritto da nessuna parte che tu debba tremare di paura ogni volta che ti si avvicina un delinquente, sapendo benissimo che lui potrà farti quello che vuole mentre la polizia ti arresterebbe subito se tu provassi a difenderti. Non ha senso che tu debba avere paura di uno sbirretto imbecille che fa il gradasso perché ha la divisa. Non ha senso che tu debba temere per la tua vita perché stai uscendo di casa a farti gli affari tuoi. Non ha senso che tu debba inchinarti di fronte alle prepotenze di un funzionario, perché altrimenti lui fa "smarrire la pratica".

Non ha senso che siano tutti così spaventati da non aiutare persone che vengono picchiate o rapinate in pieno giorno.

E no, cazzodio, ciò non è una conseguenza della crisi economica. Ho avuto a che fare con polacchi, ceki, ghanesi, nigeriani, e altra gente con una situazione economica peggiore di quella italiana. Nonostante fossero più poveri e con situazioni peggiori degli italiani, non erano così distrutti psicologicamente. Viceversa, ho avuto a che fare con parmensi danarosi e ho visto che non dormivano la notte per la paura. NON E'UNA FACCENDA DI SOLDI. 

L'italia è diventata piano piano un posto in cui tutti sono morti di paura, a parte i delinquenti.

Perché l'italia è diventata così? A me sembra una situazione troppo ben congegnata per essere casuale. L'italiano medio è impazzito dalla paura, non vede più niente, non capisce più niente, non è più in grado di capire niente se non appelli alla paura. Provate a parlare con un italiano medio e a osservarne bene le reazioni, in quasi tutti i casi lo vedrete isterico, tesissimo, sempre di corsa, incapace di ascoltare o di vedere qualcosa dato che è troppo preso da paure e preoccupazioni. 
Ah, dimenticavo di dire:

NEL RESTO DEL MONDO NON E'COSI'

Se non forse in Corea del Nord o nelle dittature militari. Vivendo fuori si nota subito l'atmosfera di calma e relax, inconcepibile per quelli vissuti in italia. Non dico che qui sia il paradiso, ma ci si sente mille volte più sicuri qui che nelle città italiane. Intendiamoci, io parlo di città italiane come Parma, Roma e Milano, non di città terrone-saudite.




Ecco, bravo Benjamin, hai ragione. La società italiana è diventata una società di bambini isterici, pronti ad attaccare chiunque pur di avere una minima illusione di sicurezza. La colpa è sempre degli altri: zingari, negri, immigrati, anarcoinsurrezionalisti, terroni. Basterà cacciare o eliminare quei "diversi" e si potrà finalmente dormire tranquilli la notte. Peccato che sia tutta una balla, e che i veri artefici del declino siano belli tranquilli, al sicuro nelle loro sinagoghe case.

Una persona che ha paura non pensa e non capisce niente. Liberatevi dalla vostra paura, e la vostra vita sarà finalmente degna di essere vissuta.

Perché state a sentire le fesserie di questo stupido Goy? Tornate su Facebook, è divertente!

domenica 9 novembre 2014

2083, una dichiarazione di indipendenza europea. Parte 11 - la Devshirme, i Giannizzeri e la Turchia

Cari amici, continuiamo con la pubblicazione del compendio di Berwick. Qui parleremo dei Giannizzeri e del motivo per cui i Turchi sono dei maomettani di merda spesso schifati anche dagli altri maomettani. Buona lettura.






La Devshirme e la schiavitù negli Harem

Quegli studiosi [41] che continuano a vedere l'impero Ottomano come un paradiso di tolleranza e di pace fino alla fine del '700 [42] dovrebbero farsi qualche domanda. Ad esempio, con che coraggio continuano a definire il sistema brutale della Devshirme (arruolamento dei Giannizzeri), che ha schiavizzato e convertito forzatamente circa un milione di giovani Cristiani Balcanici [43] dal 1400 al 1700 come se fosse un “sistema benigno di avanzamento sociale”? Ad esempio


E' ben noto il ruolo giocato dai giovani Cristiani Balcanici arruolati nell'esercito Ottomano tramite il sistema della devshirme. Molti di loro entrarono nel servizio civile e militare Ottomano come militari e burocrati, che per un po' occuparono completamente. Questa possibilita' di avanzamento sociale per i Balcanici non passo' inosservata, con grandi lamentele da parte degli schiavi Caucasici che competevano con loro,oltre che da parte dei Musulmani che si sentivano messi da parte da quegli schiavi appena convertiti. [44]


Gli studiosi che hanno fatto ricerche approfondite sul sistema della Devshirme non lo vedono in modo cosi' positivo. Ad esempio, Speros Vryonis Jr. fa queste osservazioni[45]


parlando della Devshirme dobbiamo notare che c'era un gran numero di Cristiani che scelsero di non abiurare la loro religione nonostante i vantaggi materiali che avrebbero avuto dalla conversione all'Islam. Alcuni storici ipotizzano che i Cristiani apprezzassero la Devshirme dato che offriva opportunita' ai loro figli, ma cio' cozza col fatto che le famiglie avessero scelto di non convertirsi nonostante le opportunita' offerte dalla conversione. Ci sono abbondanti testimonianze riguardo alla disperazione dei genitori che si vedevano portare via i figli, sentimento naturale per quella gente che aveva forti legami familiari e un forte sentimento religioso.
A volte gli Ottomani sfruttavano la paura dei Cristiani che non volevano perdere i loro figli e offrivano l'esenzione dalla devshirme in cambio di cessioni di terre. Alcune di queste esenzioni erano incluse nei trattati offerti a Jannina, Galata, Morea, Chios, etc… I Cristiani che svolgevano attivita' vitali per lo stato Ottomano erano esentati dalla Devshirme come riconoscimento per il loro valore. L'esenzione dalla Devshirme era un privilegio, non una pena.

Ci sono altri documenti in cui il disprezzo dei Cristiani verso la Devshirme era esplicito. Ci sono documenti Ottomani in cui si descrivono casi in cui i giovani arruolati scappavano dagli ufficiali reclutatori e in cui si impongono misure molto severe per applicare il reclutamento. Evidentemente i genitori non erano ben disposti all'idea di abbandonare i loro figli.


..per applicare la legge della sacra fetva [fatwa] dello Seyhul [Shaikh]- Islam. Secondo la legge ogni genitore e ogni infedele che osi opporsi al rapimento dei giovani per i Giannizzeri, dovra' essere impiccato alla porta di casa.”


Vasiliki Papoulia parla dello sforzo disperato, spesso violento, delle popolazioni Cristiane contro queso arruolamento forzato: [46]


Ovviamente la popolazione odiava questa legge, che poteva essere applicata solo a forza. Quelli che si rifiutavano di cedere i loro figli, quelli piu' forti, sani, intelligenti e di bell'aspetto, venivano messi a morte tramite impiccagione. Nonostante cio', abbiamo esempi di resistenza armata. Nel 1565 ci furono rivolte in Epiro e in Albania, in cui i locali uccisero i reclutatori. La rivolta venne sedata solo dopo che il sultano mando' cinquecento giannizzeri per aiutare il sanjak-bey locale. Grazie agli archivi di Yerroia sappiamo della rivolta di Naousa del 1705 in cui i locali uccisero il Silahdar Ahmed Celebi e i suoi assistenti, per poi fuggire sulle montagne come ribelli. Alcuni di loro vennero arrestati e messi a morte in seguito.

Dato che non c'era modo di evitare la leva, i locali usavano sotterfugi. Alcuni scappavano verso le citta' che avevano l'esenzione o verso i territori sotto il dominio Veneziano, spopolando le campagne. Altri facevano sposare i loro figli fin da piccoli. Nicephorus Angelus affermava che a volte i bambini scappavano per conto loro, ma tornavano appena sapevano che le autorita' avevano arrestato i loro genitori e li stavano torturando. La Giulletiere cita il caso di un giovane ateniese che torno' dalla fuga per salvare suo padre, ma preferi' morire pur di non abiurare. Secondo i documenti Turchi, alcuni genitori riuscivano a riprendersi i loro figli dopo l'arruolamento, spesso tramite corruzione. La diffusione della corruzione tra gli ufficiali era enorme, tanto che il sultano confiscava grosse somme di denaro dagli ufficiali che arrestava. Alcuni genitori disperati facevano appello al Papa e alle potenze occidentali .


Papoulia conclude: [47]


Non ci sono dubbi, la devshirme era la tribolazione piu' dura per il popolo Cristiano.

Come mai non abbiamo mai avuto un movimento abolizionista ispirato dalla Shari'a, simile a quelli organizzati da politici Cristiani in Occidente durante l'Ottocento? Uno di questi movimenti era stato organizzato dal parlamentare evangelico William Wilberforce [48] ) Ci furono solo dei firmans deliberatamente deboli e inefficaci da parte degli Ottomani [49]. Neanche la potenza navale Britannica, cosi' efficace negli oceani Atlantico e Indiano [50], riusci' a fermare il traffico di schiavi dal Mar Rosso verso l'Impero Ottomano. [51] Come nota Reuben Levy: [52]


A Constantinopoli, si continuo' a praticare apertamente la vendita di schiave negre e circasse (probabilmente per concubinaggio o schiavitu' negli harem) fino al 1908.



Turchia: Dalle riforme fallite al genocidio Jihadista


Qui si spiega come mai le riforme Tanzimat, fatte per abrogare la versione Ottomana del sistema della Dhimmitude, vennero imposte dagli Europei tramite trattati di capitolazione dopo le sconfitte militari Ottomane. Inoltre, si spiega anche come mai queste riforme non vennero mai applicate fino al crollo dell'Impero Ottomano dopo la prima guerra mondiale, anche se erano state scritte nel 1839.

Edouard Engelhardt [53] fece queste osservazioni dalle sue analisi dettagliate del perioto Tanzimat, notando che i problemi persistevano anche dopo 25 anni dalla guerra di Crimea e dopo una seconda scrittura delle riforme:


La societa' Musulmana non ha ancora rinunciato ai pregiudizi che rendono i popoli conquistati dei subortinati. I raya [dhimmi] rimangono inferiori agli Osmanlis; infatti non sono stati riabilitati; il fanatismo dei primi giorni non si e' allentato. Anche i Musulmani progressisti rifiutano il concetto di eguaglianza civile e politica, ossia l'assimilazione dei conquistati da parte dei conquistatori.

Nel 1860 i consoli Britannici stazionati in tutto l'Impero Ottomano svolsero uno studio sulle condizioni dei Cristiani, portando una serie di prove e di fonti documentate [54]. A quei tempi la Britannia era l'alleato piu' forte della Turchia, quindi era interessata ad eliminare l'oppressione dei Cristiani in modo da prevenire un intervento Russo o Austriaco in loro difesa. Il 22 Luglio 1860, il Console James Zohrab mando' un lungo rapporto da Sarajevo al sui ambasciatore a Constantinopoli, Sir Henry Bulwer, in cui si analizzava l'amministrazione delle province di Bosnia ed Herzegovina dopo le riforme Tanzimat del 1856. Parlando delle riforme, Zohrab diceva: [55]


Posso dire che le riforme Hatti—humayoun sono rimaste lettera morta (…) anche se i Cristiani non sono piu' trattati come prima, vengono vessati in modo intollerabile dai Mussulmani. Le incarcerazioni senza prove sono una cosa all'ordine del giorno, dato che un Cristiano ha poche possibilita' di avere giustizia contro un Mussulmano. Le prove portate dai Cristiani vengono ignorate (...) i Cristiani ora possono possedere proprieta', ma hanno ostacoli tali che pochi hanno provato. Cio' e' quello che succede nella capitale di Sarajevo dove ci sono Agenti Consolari che esercitano controlli, ma nei distretti, dove i governatori sono fanatici e ignoranti delle nuove riforme, la situazione puo' solo essere immaginata.

Tudor Parfitt, nei suoi studi sulla popolazione Ebraica dell'Ottocento sotto gli Ottomani, face queste osservazioni: [56]


In citta' gli Ebrei e gli altri Dhimmi venivano spesso attaccati, feriti e uccisi dai soldati Turchi e Musulmani, di solito per futili motivi: Wilson [nell ufficio Britannico per la corrispondenza straniera] ricorda di avere visto un Ebreo malamente ferito per non essere stato abbastanza veloce nel cedere il suo asino a un soldato del Sultano. Molti Ebrei sono stati uccisi per meno. In certi casi le autorita' cercavano di ottenere una forma di risarcimento, ma non era sempre possibile: a volte erano le stesse autorita' Turche a picchiare gli Ebrei a morte senza alcuna prova. In una di queste occasioni il Console Britannico affermava: 'Devo dire di essere dispiaciuto e sorpreso nel vedere il Governatore comportarsi in modo cosi' selvaggio, dato che mi sembrava superiore a questi atti inumani. Cio' dimostra come un povero Ebreo, anche nel diciannovesimo secolo, debba vivere nel terrore continuo della morte '.
 
...Ci vollero almeno dieci anni dopo le riforme del 1839 prima che i tribunali accettassero le testimonianze dei dhimmi in Palestina. Il fatto che gli Ebrei fossero rappresentati nel meclis [il consiglio legale provinciale] non fece molto per migliorare la posizione legale degli Ebrei: i rappresentanti venivano tollerati a malapena e minacciati al punto da non poter opporsi ai rappresentanti Mussulmani. Nel 1870 il meclis di Gerusalemme consisteva in quattro Mussulmani, tre Cristiani e solo un Ebreo, in un periodo in cui gli Ebrei erano piu' di meta' della popolazione della citta'. Alcuni anni dopo la proclamazione dello hatt—i—serif [gli editti delle riforme Tanzimat] Binyamin [in una testimonianza riportata in “Otto anni Asia e Africa dal 1846 al 1855, p.44] scriveva che “Gli Ebrei sono senza protezione legale”. I tribunali erano maldisposti verso gli Ebrei, al punto che anche quando i casi venivano discussi in una corte dove i Dhimmi potevano testimoniare, i giudici deliberavano sempre contro gli Ebrei.

Lo storico ottomanista moderno Roderick Davison riconosce il fallimento delle riforme e ne offre una spiegazione basata sul sistema di credenze maomettano relativo alla dhimmitude: [57]


Non ci fu mai una vera emancipazione, dato che i Turchi avevano un sentimento Maomettano che sfociava nel fanatismo. Oltre alla possibilita' di attacchi di fanatismo, c'era anche l'atteggiamento di superiorita' tipico dei Maomettani Turchi. Per loro l'Islam e' l'unica vera religione, mentre il Cristianesimo e' solo una rivelazione parziale. Quindi, per loro i Cristiani non sono pari a loro. L'Islam non e' solo una religione, ma anche uno stile di vita. L'Islam regola le relazioni tra gli uomini, oltre che quelle tra uomo e Dio, ed e' la base della societa', della legge e del governo. I Cristiani vengono considerati cittadini di seconda classe per motivi religiosi e perche' erano stati conquistati dagli Ottomani. I Maomettani usavano il termine sprezzante “Gavur” o “Kaffir”, che significa “infedele” o “miscredente”. Trattare un gavur come un pari era impossibile. “Avere rapporti familiari con miscredenti o infedeli e' proibito per gli Islamici”, scrive Asim, uno storico maomettano ottocentesco. La sola idea di uguaglianza, specialmente dopo la legge anti-diffamazione del 1856, era intimamente offensiva per i Turchi, che spesso dicevano “Ora non possiamo piu' chiamare Gavur i Gavur!”. La mentalita' Turca, condizionata da secoli di dominazione Maomettana e Ottomana, non era pronta ad accettare il concetto di uguaglianza tra gli uomini. L'uguaglianza sociale non era ancora stata raggiunta durante il periodo Tanzimat e nemmeno dopo la rivoluzione dei Giovani Turchi del 1908...

Sheik Abd—ul—Hack, un Giovane Turco “progressista” e membro influente del Comitato Ottomano per l'Unione e il Progresso, rilascio' queste dichiarazioni in una rivista maomettana a Parigi, (Le Mecherouttiete, edito da Sherif Pasha, Paris), nell'Agosto del 1912: [58]

SI! La religione Musulmana è apertamente ostile al vostro mondo progredito. Voi osservatori europei dovete capire che per noi un Cristiano, qualunque sia la sua posizione, è un cieco senza alcun senso di dignità umana. Il nostro parere sui Cristiani è semplice e definitivo. Noi diciamo: L'uomo il cui giudizio è così pervertito da negare l'esistenza di un solo vero Dio e da inventarsi altre divinità è la massima espressione di degradazione umana; parlare con lui è un'umiliazione per la nostra intelligenza e un insulto alla grandezza del Dio dell'Universo. La presenza di tali miscredenti tra noi è un male per la nostra stessa esistenza; la loro dottrina è un insulto diretto alla purezza della nostra fede; il contatto con loro è una macchia sui nostri corpi; ogni rapporto con loro è una tortura per la nostra anima. Anche se vi detestiamo abbiamo acconsentito a studiare le vostre istituzioni politiche e militari. Con ogni armamento che la Provvidenza ci dona tramite voi, noi riaccendiamo la fede inestinguibile dei nostri martiri. I nosti Giovani Turchi, i Babis, la nostra nuova Fratellanza, le nostre sette, tutti sono ispirati alla stessa idea; la necessità di andare avanti. Verso dove? La civiltà Cristiana? Mai! L'Islam è la nostra grande famiglia internazionale. Tutti i credenti sono fratelli. Una comunità di sentimenti e di fede ci unisce in affetto mutuale. Il Califfo deve facilitare queste relazioni e chiamare i Fedeli sotto lo stendardo sacerdotale.

Nell'Impero Ottomano, in particolare nei Balcani e in Anatolia, i tentativi di emancipazione dei dhimmi venivano accolti con ferocia sanguinaria. Il massacro dei Bulgari(1876) [59] e degli Armeni (1894—96) [60], culminante nel genocidio Armeno durante la Prima Guerra Mondiale [61] sono esempi di questa mentalità. Per abrogare la dhimmitude è stato necessario smantellare l'Impero Ottomano dopo le guerre d'indipendenza Balcane e il mandato europeo dopo la Guerra.


Conclusioni

L'impegno di Erdogan nel ri-islamizzare la Turchia è coerente col ritorno al passato Ottomano della Turchia come il centro di un impero stabilito tramite la Jihad e governato tramite la Shari'a. Infatti, sia l'amministrazione pubblica Erdogan e il regime del devoto maomettano Erbakan di dieci anni fa, riflettono il cosiddetto “risveglio socio-politico” della Turchia dal 1950—1960, quando il governo Menderes servile verso i maomettani ristabiliva l'ordine dei dervisci e iniziava una grande campagna di costruzione di moschee[62]. Condivido la preoccupazione di Frank Gaffney, anche se lui sembra non capire niente del rapporto tra questi fenomeni storici. Sono d'accordo con lui nel dire che l'ingresso della Turchia nell'Unione Europea dovrebbe essere rifiutato.


Fonti:

1. Michael the Syrian, Chronique de Michel Le Syrien, Paris, 1899-1906, Vol. 3 p. 176, French translation by Jean-Baptiste Chabot; English translation in Bat Ye’or, The Decline of Eastern Christianity Under Islam, pp. 170-171. 2. Michael the Syrian, Chronique, Vol. 3 p. 176; English translation in Bat Ye’or, The Decline of Eastern Christianity Under Islam, Cranbury, New Jersey: Associated University Presses, 1996, p. 55.3. See the numerous primary sources cited in each of: Dimitar Angelov, “Certains Aspects de la Conquete Des Peuples Balkaniques par les Turcs” Byzantinoslavica, 1956, Vol. 17, pp. 220-275. English translation in, A.G. Bostom, The Legacy of Jihad, Amherst, N.Y.: Prometheus Books, 2005, pp. 462-517; Apostolos E. Vacalopoulos. Origins of the Greek Nation- The Byzantine Period, 1204-1461. New Brunswick, New Jersey: Rutgers University Press, 1970.; Speros Vryonis. The Decline of Medieval Hellenism in Asia Minor and the Process of Islamization from the Eleventh through the Fifteenth Century, Berkeley, CA: University of California Press, 1971 (Paperback, 1986).4. Bat Ye’or, The Decline of Eastern Christianity Under Islam, p. 55-56.5. Paul Wittek. The Rise of the Ottoman Empire. London, The Royal Asiatic Society of Great Britain and Irlanda, 1938 (reprinted 1966), p. 18.6. Speros Vryonis. “Nomadization and Islamization in Asia Minor” , Dumbarton Oaks Papers, Vol.29, 1975, p. 49. 7. Vryonis, “Nomadization and Islamization in Asia Minor”, p. 498. Paul Wittek. The Rise of the Ottoman Empire. London, p. 14. Wittek (also p. 14) includes this discussion, with a block quote from Ahmedi’s text,
The chapter Ahmedi devotes in his Iskender-name to the history of the Ottoman sultans, the ancestors of his protector Sulayman Tshelebi, son of Bayazid I, begins with an introduction in which the poet solemnly declares his intention of writing a Ghazawat-name, a book about the holy war of the Ghazis. He poses the question” “Why have the Ghazis appeared at last?” And he answers: “Because the best always comes at the end. Just as the definitive prophet Mohammed came after the others, just as the Koran came down from heaven after the Torah, the Psalms and the Gospels, so also the Ghazis appeared in the world at the last, “ those Ghazis the reign of whom is that of the Ottomans. The poet continues with this question: “Who is a Ghazi?”. And he explains: “A Ghazi is the instrument of the religion of Allah, a servant of God who purifies the earth from the filth of polytheism (remember that Islam regards the Trinity of the Christians as a polytheism); the Ghazi is the sword of God, he is the protector and refuge of the believers. If he becomes a martyr in the ways of God, do not believe that he has died- he lives in beatitude with Allah, he has eternal life”.
9. Halil Inalcik. The Ottoman Empire-The Classical Age, 1300-1600, London: Weidenfeld and Nicolson, 1973, p. 6.10. Vacalopoulos. Origins of the Greek Nation- The Byzantine Period, p.66.11. Speros Vryonis. “The Experience of Christians under Seljuk and Ottoman Domination, Eleventh to Sixteenth Century”, in Conversion and Continuity: Indigenous Christian Communities in Islamic lands, Eighth to Eighteenth Centuries, edited by Michael Gervers and Ramzi Jibran Bikhazi, Toronto: Pontifical Institute of Medieval Studies, 1990, p. 20112. Vacalopoulos. Origins of the Greek Nation- The Byzantine Period, pp. 61-62.13. Angelov, “Certains Aspects de la Conquete Des Peuples Balkaniques par les Turcs”, pp. 220-275; Vacalopoulos. Origins of the Greek Nation- The Byzantine Period, pp. 69-85.14. Vacalopoulos. Origins of the Greek Nation- The Byzantine Period, p. 77.15. Vacalopoulos. Origins of the Greek Nation- The Byzantine Period, p. 73.16. Angelov, “Certains Aspects de la Conquete Des Peuples Balkaniques par les Turcs”, pp. 236, 238-239
17. Joseph Hacker, “Ottoman Policy Toward the Jews and Jewish Attitudes toward the Ottomans during the Fifteenth Century”, pp. 117-126, in, Christians and Jews in the Ottoman empire : the functioning of a plural society / edited by Benjamin Braude and Bernard Lewis (New York : Holmes & Meier Publishers), 1982, p. 117. 18. Hacker, “Ottoman Policy”, p. 120.19. Ivo Andric, The Development of Spiritual Life in Bosnia Under the Influence of Turkish Rule, (1924 doctoral dissertation), English translation, Durham, North Carolina, 1990, Chaps. 2 and 3, pp. 16-38.19. http://51.051.3.731subf16:MDolluo971717348139ЧЗ
20. Andric, Bosnia Under the Influence of Turkish Rule, pp. 23-2421. Andric, Bosnia Under the Influence of Turkish Rule, pp. 24-2522. Andric, Bosnia Under the Influence of Turkish Rule, p.78 note 223. Andric, Bosnia Under the Influence of Turkish Rule, p. 2524. Andric, Bosnia Under the Influence of Turkish Rule, pp. 25-2625. Andric, Bosnia Under the Influence of Turkish Rule, pp. 26, 80 note 1126. Andric, Bosnia Under the Influence of Turkish Rule, pp. 26-2727. Andric, Bosnia Under the Influence of Turkish Rule, p. 3028. Andric, Bosnia Under the Influence of Turkish Rule, p.3029. Andric, Bosnia Under the Influence of Turkish Rule, pp. 30-31.30. Andric, Bosnia Under the Influence of Turkish Rule, p.38.31. Jovan Cvijic, La Peninsule Balkanique, Paris, 1918, p. 389; Translated excerpt in Bat Ye'or, Islam and Dhimmitude-Where Civilzations Collide, Cranbury, New Jersey: Associated University Presses, 2001, p. 108.32. Paul Ricaut. The Present State of the Greek and Armenian Churches, Anno Christi 1678, London, 1679 (reprinted, New York, 1970), pp. 1-30.33. Vryonis, The Decline of Medieval Hellenism in Asia Minor, pp. 340-43, 351-402.34. Vryonis, The Decline of Medieval Hellenism in Asia Minor, p. 342.35. Demetrios Constantelos. “The ‘Neomartyrs’ as Evidence for Methods and Motives Leading to Conversion and Martyrdom in the Ottoman Empire” The Greek Orthodox Theological Review, 1978, Vol. 23, p. 228.36. Constantelos. “The ‘Neomartyrs’ ”, pp. 217-218.37. Constantelos. “The ‘Neomartyrs’ ”, p. 226.38. Constantelos. “The ‘Neomartyrs’ ”, p. 227.39. Abdolonyme Ubicini, Lettres Sur La Turque, Vol. 2, Paris, 1854, p. 32; English translation in Bat Ye’or, The Decline of Eastern Christianity, p. 18140. A.E. Vacalopoulos. “Background and Causes of the Greek Revolution”, Neo-Hellenika, 1975, pp.54-55.41. Stanford Shaw. History of the Ottoman Empire and Modern Turchia, 2 Vols, Cambridge, 1976. See for example, Vol.1, pp. 19, 24.42. Bernard Lewis. What Went Wrong? Western Impact and Middle Eastern Response. Oxford University Press, 2002, pp. 114-115.43. A.E. Vacalopoulos. The Greek Nation, 1453-1669, New Brunswick, New Jersey, Rutgers University Press, 1976, p.41; Vasiliki Papoulia, “The Impact of Devshirme on Greek Society”, in War and Society in East Central Europe, Editor-in-Chief, Bela K. Kiraly, 1982, Vol. II, pp. 561-562.44. Bernard Lewis, The Muslim Discovery of Europe, pp.190-191. Lewis also describes the devshirme solely as a form of social advancement for Balkan Christians in both the 1968 (p.5) and 2002 (also p. 5) editions of The Emergence of Modern Turchia (Oxford University Press):
…the Balkan peoples had an enormous influence on the Ottoman ruling class. One of the most important channels was the devshirme, the levy of boys, by means of which countless Balkan Christians entered the military and political elites of the Empire.
45. Speros Vryonis, Jr. “Seljuk Gulams and Ottoman Devshirmes”, Der Islam Vol. 41, 1965, pp. 245-247.46. Vasiliki Papoulia, “The Impact of Devshirme on Greek Society”, pp. 554-555.47. Vasiliki Papoulia, “The Impact of Devshirme on Greek Society”, p. 557.48. Oliver Warner, William Wilberforce and His Times, London, 1962.49. J.B. Kelly, Britain and the Persian Gulf, Oxford, 1968, pp. 588-589.50. Christopher Lloyd, The Navy and The Slave Trade, London, 1949.
51. http://51.927.4.463subf18:EFlqxma713369592384ПЏ
52. http://51.517.-0.083plusf95:QEopjnn365893154526ЗН
53. Edouard Engelhardt, La Turquie et La Tanzimat, 2 Vols., 1882, Paris, Vol. p.111, Vol. 2 p. 171; English translation in, Bat Ye'or. Islam and Dhimmitude— Where Civilizations Collide, Fairleigh Dickinson University Press, 2001, pp. 431—342. 54. Reports from Her Majesty's Consuls Relating to the Condition of the Christians in Turchia, 1867 volume, pp. 5,29. See also related other reports by various consuls and vice—consuls, in the 1860 vol., p.58; the 1867 vol, pp. 4,5,6,14,15; and the 1867 vol., part 2, p.3 [All cited in, Vahakn Dadrian. Chapter 2, 'The Clash Between Democratic Norms and Theocratic Dogmas',  Warrant for Genocide, New Brunswick, New Jersey, Transaction Publishers, pp. 26—27, n. 4]; See also, extensive excerpts from these reports in, Bat Ye'or, The Decline of Eastern Christianity, pp. 409—433. 55. Excerpts from Bulwer's report reproduced in, Bat Ye'or, The Decline of Eastern Christianity, pp. 423—42656. Tudor Parfitt, The Jews of Palestine, Suffolk (UK), 1987, Boydell Press, pp. 168, 172—73.57. Roderick Davison. 'Turkish Attitudes Concerning Christian—Muslim Equality in the Nineteenth Century' American Historical Review, Vol. 59, pp. 848, 855, 859, 864.58. Quoted in,   Andre Servier. Islam and the Psychology of the Musulman, translated by A. S. Moss—Blundell, London, 1924, pp. 241—42.  59. Januarius A. MacGahan. The Turkish atrocities in Bulgaria. (reprinted) Geneva, 1976; Yono Mitev. The April Uprising and European Public Opinion, Sofia Press, 1978; Philip Shashko. 'The Bulgarian massacres of 1876 reconsidered: reaction to the April uprising or premeditated attack?' Etudes Balkaniques, 1986, Vol. 22, pp. 18—25.60. Vahakn Dadrian. The History of the Armenian Genocide, Providence, Rhode Island: Bergahn Books, 1995, pp. 113—172.61. Dadrian, History of the Armenian Genocide, pp. 219—234.62. Speros Vryonis, Jr. The Mechanism of Catastrophe—The Turkish Pogrom of September 6—7, 1955, and The Destruction of the Greek Community of Istanbul,  New York, Greekworks.com, 2005, p. 555.



Il futuro dell'umanità

Cari amici, l'altra sera stavo discutendo con dei miei amici dopo una sbronza paurosa preceduta da un turno di lavoro a dir poco agghiacciante. Uno degli argomenti che abbiamo toccato e' stato il futuro che ci riserva l'umanità, portando avanti delle conclusioni davvero interessanti. Ve ne riporto un breve sommario:

Nel Terzo Mondo (tranne che a Napule'), i negroidi preferiscono fare figli piuttosto che figlie: le figlie costano tanto, soprattutto con la dote, e non portano tanti soldi in famiglia. Dopo il matrimonio, non porteranno piu' nulla, dato che i mariti negroidi se ne fottono altamente delle famiglie delle mogli. Indiani, africani, musulnegri, cinegri e altra merda simile preferisce liberarsi delle bambine e crescere solo bambini. Il problema e' che adesso quei bambini sono cresciuti e non hanno figa a disposizione, cosa che li rende decisamente aggressivi e difficili da gestire, ancora di più del terrone medio!
Finché tale merda rimaneva nel merdaio, cio' non era un grosso problema. Il problema e' che ormai ci sono i voli a basso costo e che loro non si fanno problemi nel trasferirsi in Europa o in America nella loro ricerca di figa fresca. Aggiungete il fatto che le nostre Elite dominanti ADORANO l'immigrazione, il multiculturalismo e tutto il resto di quella merda (loro non ci devono avere a che fare tutti i giorni) e converrete con me nel vedere il futuro nero come la merda di un negro che caga a mezzanotte in una stanza buia sul volto del cristaccio!

Ecco gli scenari che ci sono venuti in mente:

Scenario uno - il mondo dei morti di figa

La situazione rimane la stessa, ma peggiorata da un'altra ondata di musulnegri arrapati. Ogni femmina ha uno harem di maschi talmente disperati per la figa che si accollano di farsi trattare come schiavi. Le femmine e i ragazzini hanno paura di uscire di casa dato che ci sono gang di stupratori a ogni angolo. La popolazione e' frustrata e violenta, ma almeno non si e' in guerra. 
Anon si e' impiccato, oppure e' stato inculato a morte da una banda di musulnegri impazziti dal testosterone.

Scenario due - la guerra della figa

I paesi civili si rendono conto del rischio e chiudono le frontiere, dichiarando guerra ai paesi musulnegri, la cui popolazione e' impazzita per mancanza di figa. Inizia la terza guerra mondiale, ma non per acqua o petrolio, ma per la risorsa più importante del mondo. 
Anon muore al fronte, non prima di essere catturato da un commando ISIS e inculato a morte da una banda di musulnegri impazziti dal testosterone.

Scenario tre - l'era del culattonesimo

Le Elite globali convincono i milioni di morti di figa a convertirsi al culattonesimo, anche perché non ci sono altre possibilità per loro. Per molti sinistroidi ciò sarebbe un'occasione di felicita', dato che loro odiano l'occidente, il patriarcato, il maschilismo e spesso anche loro stessi. Secondo loro l'unica possibilità' di avere un futuro per il mondo implica la distruzione della cultura occidentale eterosessuale che loro tanto odiano.
Anon viene costretto ad imparare a succhiottare amorevolmente cazzi musulnegri. Dopo, ha la possibilità di scegliere tra il suicidio e la conversione al culattonesimo islamico.
Sinistorso medio. Ama l'Islam e il culattonesimo, odia il patriarcato e l'occidente



Scenario quattro - i cinegri e i giapponegri salvano il mondo!


I giapponegri imparano a costruire le robofidanzate hentai, mentre i cinegri imparano a clonare donne artificiali per i meno abbienti. Finalmente anche Anon ha la possibilità di fottere, ma i troppi anni di seghe sugli hentai coprofili lo hanno reso impotente di fronte ai corpi femminili in 3D!
Siamo sulla buona strada!


Conclusioni

Che conclusioni del cazzo volete, cristo inculato da cento negri mentre la madonnaccia si sditalina vogliosa? Nel caso non lo aveste capito, Questo e' quello che succede quando ci sono morti di figa italiani:

Questo e' quello che succede con i morti di figa musulmerda:
E'chiara la differenza ora, branco di rottinculo?