Emigrante

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mercoledì 28 maggio 2014

Gay Pride a Birmingham, 24 May 2014

Cari amici, l'altro giorno mi sono imbattuto per caso nel Gay Pride a Birmingham:

http://www.birminghampride.com/

Nonostante il freddo spaventevole, il vento e la pioggia gelida la partecipazione e' stata molto entusiasta. Complimenti per l'impegno e il coraggio, io non mi sarei mai accollato di andare in giro in quel modo sotto la pioggia grandinosa!






 












martedì 27 maggio 2014

Analfabeti italiani

Cari negretti, oggi vi parlerò di un argomento su cui ho ricevuto varie domande: l'anal-fabetismo degli italiani.


Versione corta

Gran parte degli italiani sono analfabeti e lo resteranno fino alla morte. Non c'è verso di fare una politica o una società decente e non ce ne sarà verso finché qualche politico lungimirante non deciderà di educare la prossima generazione. Fuori dall'italia non è così. L'unica speranza è quella di emigrare.

Versione lunga

Il mio primo incontro con l'analfabetismo è stato alla visita militare (Taranto Maricentro, circa 20 anni fa), quando il sergente chiamò gli analfabeti da una parte. Con mia gran meraviglia, circa metà della compagnia seguì il sergente perché non era in grado di compilare neanche il modulo più semplice. Tempo dopo lessi dei rapporti dell'esercito in cui si lamentava la scarsa percentuale di reclute alfabetizzate, per quanto avessero svolto la scuola dell'obbligo. Anche se risultavano in regola con la scuola dell'obbligo, messi davanti a un modulo non sapevano neanche come compilarlo.

Gli italiani sono in linea di massima un popolo di analfabeti. I dati più recenti danno un 7% di analfabeti totali (ossia, persone che non sanno proprio leggere) accompagnato da un 43% di analfabeti funzionali.

Cosa è un analfabeta funzionale?

Cari mongolini, l'analfabeta funzionale è quello che e' in grado di leggere le parole e le frasi, oltre a sapere scrivere in un italiano abbastanza elementare, ma non è in grado di comprendere il contenuto di un testo se è più lungo di tre righe. L'analfabeta funzionale è in grado di leggere un post di facebook, di condividerlo, di fare un commento, di mandare un SMS, ma non sarà in grado di fare molte altre cose mille volte più essenziali.

L'analfabeta funzionale non è in grado di leggere e capire cose come un contratto di lavoro, un contratto di affitto, una prescrizione medica o un contratto di telefonia mobile. L'analfabeta funzionale si incarta dopo due righe, inizia a saltare le parole che non capisce e finisce per capire il contrario di quello che c'e' scritto, specialmente se c'è un promoter che gli conta palle o se il documento è scritto apposta per sembrare qualcos'altro. Mentre l'analfabeta classico ammetteva tranquillamente di non sapere leggere, l'analfabeta moderno crede di sapere leggere mentre in realtà non capisce niente di quello che si trova davanti.

Attenzione! Non sto parlando di gente che non riesce a leggere un testo di filosofia teoretica o una funzione matematica trascendente. Le prove di competenza linguistica vengono svolte su prescrizioni mediche o manuali di montaggio di una bicicletta:


Quali sono i risultati di una situazione del genere?

Primo, avremo un popolo schiavo della TV, a cui puoi raccontare le peggiori minchiate dato che non hanno la capacità di andarsi a informare e a verificare quello che gli è stato detto. Ho imparato tempo fa che non vale la pena spiegare a una persona che la TV gli ha contato una cazzata e portargli le prove: il telespettatore medio non è in grado di andarsi a leggere gli articoli che gli porti e non li leggerà MAI. Al telespettatore potrai dire che l'Inghilterra è un inferno, che in Germania hanno riaperto i campi di concentramento, che l'Italia è il paese più bello del mondo. E gli idioti ci crederanno...

Il corpo e' tuo, ma i fondi da dare a Vannoni, NO.
Secondo, avremo un popolo di ignoranti totali che si fanno fottere come polli dal primo che abbia un pò di parlantina. Il caso Stamina e' emblematico:
Gli italioti si sono dimostrati un branco di analfabeti totali che si credono di saperne di più di una commissione medica, dato che loro hanno la mente libera e non sono indottrinati dallo studio (dicono così, lo giuro!). Tanto, per loro i "professoroni" che hanno studiato sono tutti malvagi e pakati dalla Ka$ta. Adesso Vannoni (che non ha curato un paziente che sia uno, cazzodio!) ha fatto la figura del martire e si prepara ad espatriare a Capo Verde dove non esistono trattati di estradizione e si farà la sua clinica privata. Ovviamente, avrà migliaia di polli che andranno da lui a farsi spennare, così come successe con il dottor Simoncini...

Provate a parlare con i fanatici della "cura Stamina". Otterrete solo una scarica di urla e di insulti per avere osato mettere in dubbio la figura del Messia in lotta contro le malvagie multinazionali...

Terzo, avremo una sfiducia totale nei confronti di chiunque abbia studiato. L'analfabeta funzionale si sente uno scienziato mancato e si crede di saperne più di tutti, soprattutto dopo essersi letto due commenti su FB o dopo avere visto due video youtube. Ne ho visti tanti rispondere male a gente laureata dicendogli che la versione ufficiale dei fatti è tutta sbagliata, mentre su youtube si trova tutta la verità.

Conseguenze

In generale, una persona analfabeta a 14 anni lo sarà per tutta la vita, è molto difficile imparare a leggere dopo l'infanzia. Questo significa che questa generazione è fottuta, resterà per tutta la vita in balia dei pallonari di internet e degli imbonitori della TV. L'unico modo per cambiare la situazione sarebbe una grossa riforma del sistema scolastico (come si fece in Cina negli anni '50) in modo da avere una generazione alfabetizzata qualche decennio dopo. Non ci sono molte possibilità che la classe dirigente italiana faccia un tale sforzo per modernizzare il paese.
C'è solo una cosa possibile per chi si è rotto i coglioni di avere a che fare con l'italiano medio che sa parlare solo di figa, calcio e reality show: l'emigrazione. Il 50% degli italiani saprà parlare solo di quello, dato che non è in grado di leggere più di tre righe.
Maccio Capatonda interpreta magistralmente l'italiano medio

Nota personale

Qualche volta mi si sono presentate delle persone che chiedevano aiuto, dato che avevano firmato un contratto offerto da un promoter per strada, e si trovavano a ricevere bollettini per pagamenti assurdi. In pratica, avevano firmato il contratto senza leggere più di due righe, fidandosi in pieno della parlantina del promoter che gli aveva contato un sacco di balle. Quando si lamentavano perchè le condizioni del contratto erano assurde, gli facevo notare che la firma in calce era la loro, e che in caso di non pagamento la colpa sarebbe stata loro. A questo punto iniziavano a sparare cazzate e a cercare la scappatoia nei modi più assurdi. Molti dicevano: "Vabbè, appena arriva il pacco a casa lo rifiuto", e io gli rispondevo: "OK, ma nel contratto che hai firmato c'è scritto che in caso di rifiuto il pacco devi andarlo a ritirare tu pagando la penale". 
Ai tempi, pensavo che fosse solo gente pigra, stupida e credulona, ora mi rendo conto che era gente che non era proprio in grado di leggere più di due righe di contratto e quindi si fidava delle parole del promoter. Questo è un grandissimo fallimento delle scuole italiane.


Fonti, diocane:

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2013/03/29/nuovi-analfabeti.html
http://it.wikipedia.org/wiki/Analfabetismo_funzionale

martedì 13 maggio 2014

Facebook: la grande inculata

Cari amici affetti da trisomia e disturbi cognitivi da inbreeding, io sono uno dei pochi della mia generazione a non avere un porcoddio di account facebook. I vantaggi di ciò sono notevoli: nessuno stronzo/a che mi viene a rintracciare, nessun cagamento di cazzo e soprattutto niente tempo perso a discutere con persone a cui non sputerei neanche in faccia se li incontrassi nella vita reale.

L'altro giorno stavo discutendo con una fedelissima soldatessa bestemmiante e le ho chiesto come mai non riuscisse a leggere, pur non avendo una beneamata minchia da fare e avendo parecchi libri che era interessata a leggere. La sua risposta è stata disarmante.

"Non ho tempo per leggere libri dato che passo le serate a trollare su facebook"

"Non ho tempo per leggere libri dato che passo le serate a trollare su facebook"

"Non ho tempo per leggere libri dato che passo le serate a trollare su facebook"

Cristo maiale geneticamente modificato e scartato dal macello di Parma perché troppo schifoso e deforme per la macellazione...

In pratica, hai a disposizione un computer con internet. Puoi usarlo per scaricare tutto lo scibile umano in pochi secondi. Puoi trovare i libri piu' introvabili in tutte le lingue del mondo e scaricarteli GRATIS in pochi secondi. 

E cosa ci fai?

Passi le ore a insultare napolecani, negri, ultras e maniaci sessuali su facemmerd?

Madonna inculata da un reggimento di meharisti libici con dromedari annessi...

Scusate, dove avete detto che era la Madonna?
Parliamo sul serio. Ogni momento in cui qualcuno perde tempo a leggiucchiare commenti idioti, a mettere i mi piace, a ripostare le immagini di Hello Kitty inculata da un somaro, a prendere per il culo un napolecano munnizzaro, ognuno di questi momenti è un momento PERSO in cui l'utente avrebbe potuto fare qualcosa di produttivo.

E intanto, quell'ebreuccio circonciso di Zuckenberg sorride pensando a quanto sono cretini i goyim che si mettono in fila per farsi inculare la cosa piu' preziosa che hanno: il tempo.

In culo a zucchinbergh. Cancellatevi da Facemmerd. Riprendetevi le vostre vite. Da quando mi sono cancellato mi sono reso conto di avere tanto, tantissimo tempo libero in più. Ho potuto riprendere a studiare, a leggere e a occuparmi di questo blog bestemmiante, attivita' mille volte piu' piacevoli e produttive di facemmerd.

Liberatevene prima che sia troppo tardi.

Mannò ragazzi, non dategli retta a quell'imbecille bestemmione! State su Facebook, è divertente!


2083 Una dichiarazione di indipendenza europea - Parte 7, la storia dell'Islam

Cari amichetti col cervello ridotto ad una nocciolina rinsecchita, continuo con la traduzione del Compendio di Berwick. Gli argomenti di oggi sono l'Islam nella storia, le crociate e la schiavitu'. Buona lettura.



Le Crociate 1095-1270 AD

Serge Trifkovic

Le Crociate vengono viste nel mondo Maomettano nello stesso modo in cui sono viste dalle università occidentali e dalla “casta” politica occidentale. Tutti loro vedono le Crociate come una guerra di conquista da parte dell'Europa Cristiana contro i Maomettani pacifici e innocenti.
Ci si potrebbe chiedere cosa ci facevano i Maomettani nella Terra Santa. Muhammad e i suoi successori avevano condotto una serie di guerre di conquista in cui la Terra Santa, ossia Gerusalemme in Palestina, era stata conquistata dai Maomettani. I Turchi Selgiuchidi avevano iniziato a impedire ai Cristiani il pellegrinaggio a Gerusalemme.
In questo caso i Cristiani non erano solo i riconquistatori della Terra Santa di loro proprietà, ma anche i giusti protettori dei loro luoghi sacri.

Per i Maomettani anche la guerra difensiva è una guerra di conquista. I Maomettani sono obbligati a diffondere l'Islam, ma una terra che un tempo è stata loro deve essere riconquistata in nome della Jihad. Loro non accettavano la presenza degli stati Crociati ad Antiochia e a Gerusalemme, perchè erano diventati di nuovo “Dar-al-Harb”, la Casa della Guerra, dopo essere stati “Dar-al-Islam”, la Casa dell'Islam.
Questo è un aspetto della guerra tra Sionisti e Palestinesi che molti occidentali non capiscono del tutto.

La psicologia che motivava Saladino e gli altri a combattere i Crociati è la stessa che ora motiva Hamas. In entrambi i casi non è solo una faccenda di orgoglio nazionalista che spinge gli Arabi ad espellere i coloni Europei prima ed Ebrei ora. E obbligo coranico per tutti i Maomettani farei in modo che le terre che un tempo erano governate dai Maomettani tornino sotto il loro dominio.

Dallo storico Britannico Hilaire Belloc – Le Grandi Eresie – 1938


”… Mi è sempre sembrato possibile, persino probabile, che ci sia una resurrezione dell'Islam e che i nostri figli e nipoti vedranno di nuovo la lotta tremenda tra la cultura Cristiana e il nemico che per più di un millennio è stato il più grande avversario.” ”Sembrerà assurda l'idea che l'Islam possa risorgere, ma solo perchè l'uomo è influenzato dal suo passato prossimo: si potrebbe dire che è accecato da esso...” ”Poco tempo fa, meno di cento anni prima della Dichiarazione di Indipendenza, Vienna veniva quasi conquistata e salvata solo dall'esercito Cristiano sotto il comando del Sovrano di Polonia... in una data che dovrebbe essere la più famosa della storia--”

11 Settembre 1683


Robert Spencer

l'11 Settembre 1683 l'assedio di Vienna venne infranto. Questo è stato il culmine della Jihad in Europa. Dopo quel giorno l'Islam cadde in declino e il mondo Maomettano venne colonizzato e indebolito dall'Europa. Sembra quasi certo che Osama Bin Laden scelse l'11 Settembre del 2001 per affermare che il declino del mondo Maomettano era finito e che gli Jihadisti sono tornati, decisi a riprendere quello che hanno interrotto a Vienna nel 1683.

Serge Trifkovic

Se guardiamo alla frattura tra il mondo Maomettano e quello non-Maomettano possiamo notare qualcosa di molto interessante.
Anche le società Islamiche più differenti tra loro, tanto che non sembrano avere niente in comune, si comportano allo stesso modo nel conflitto contro tutti i loro vicini.
I Maomettani Indonesiani o di Timor Est hanno massacrato quel terzo della popolazione dell'ex colonia che praticava la fede Cattolica.
Nelle Filippine Meridionali ci sono violentissime rivolte Islamiche che vanno a incrementare di anno in anno.
In Indonesia ci sono i conflitti religiosi nelle Molucche, dove la minoranza Cristiana è a rischio di estinzione.
Ci sono violenti movimenti Islamici in Thailandia e in Xingjian, in Cina.
Nel subcontinente Indiano la storia è tragica, l'olocausto Indù del periodo medievale è un episodio poco conosciuto in Occidente ma è una ferita ancora aperta per gli Indiani del Kashmir.
In Africa c'è una guerra continua in Sudan che dura dal 1987. E'difficile stimare il numero di vite che sono state spezzate, ma è probabile che sia nell'ordine delle centinaia di migliaia. La Nigeria soffre di instabilità costante tra le province settentrionali che premono sul governo per instaurare la legge Sharia.
Ovviamente, in Mauritania i Maomettani fanno guerra continua ai non-Maomettani del sud del paese.
Nell'ex URSS i Maomettani Ceceni combattono, così come i Maomettani Bosniaci, Serbi e Croati contro gli Albanesi, Serbi e Macedoni in Ex-Yugoslavia.

Se eliminassimo tutti questi conflitti il mondo diventerebbe un posto decisamente pacifico. Se eliminassimo gli attacchi terroristici negli ultimi cinque anni, quasi tutti causati da Maomettani, ci renderemmo conto che alla fine la guerra al terrorismo è inutile perchè il terrorismo non è poi tutto questo gran problema.

5. La Guerra è inganno


Un Senatore Americano del Nevada;

Sono già stato qui per parlare dell'Islam e per dire che è una bella religione. L'ho detto prima e lo ripeto; i medici di mia moglie, ossia l'internista e il chirurgo che l'ha operata, sono due membri della fede islamica. Li conosco bene, sono stato nelle loro case, ho fatto amicizia con loro e ho parlato di argomenti molto seri con loro. Ci siamo aiutati a vicenda per problemi familiari. Sono stato con loro nella nuova Moschea di Las Vegas.
Sono persone meravigliose con famiglie meravigliose che mi hanno fatto capire che l'Islam è una buona religione con un modo di vivere sano e igenico come la loro religione comanda. Hanno anche grandi valori spirituali. E'un peccato che ci siano persone perverse nel mondo che cercano di infangare questa religione così bella. Non credo che riusciranno a infamare la loro religione. Credo che il potere di questa religione e della gente che la pratica batteranno queste persone che la usano per fare del male agni innocenti.


Robert Spencer

L'Islam è una religione e un sistema politico che ordina la guerra contro gli infedeli fino alla loro conversione o sconfitta. Questa è la giustificazione che usano tutti i terroristi del mondo: che il loro comportamento è basato sugli elementi principali della religione Musulmana.
Questo è il caso; è davvero difficile per i Maomettani moderati e pacifici dire alla loro comunità che cià non sia vero. Lo diranno soltanto quando vorranno ingannare gli occidentali tramite la dottrina islamica della “Taqiyya”, dissimulazione religiosa. Oppure, sono onestamente ignoranti di ciò che l'Islam insegna.


Sahih Al-Bukhari – Vol 4, Libro 52, Hadith 269

Il Profeta disse ”La Guerra è inganno.”


Abdullah Al-Araby

In generale non è permesso mentire per un Maomettano. Però, a differenza delle altre religioni, ci sono situazioni in cui un Maomettano ha il permesso o addirittura l'incoraggiamento a mentire. Questo concetto è chiamato “Al-Taqiyya”, che significa “prevenzione”. Un Maomettano ha il permesso di mentire per prevenire danni a sé, al suo gruppo o all'Islam.

Robert Spencer

Chi è sotto pressione può mentire per proteggere la religione. Così insegna il Corano, Sura 23, Versetto 28 e Sura 16, Versetto 106.


Abdullah Al-Araby

Ci sono alcune licenze per mentire. Un Maomettano può mentire per la causa Islamica, può mentire alla sua famiglia per mantenere la pace, può mentire a sua moglie. Un Maomettano può mentire ad un altro Maomettano per mantenere la pace nella società.

Mohammad stesso ordinava alla gente di mentire. Quando ordinava la morte di qualcuno gli assassini gli dicevano di non poterlo uccidere senza usare le menzogne, cosa che il profeta permetteva.

La vita di Muhammad – P 367

L'Apostolo disse: "Chi mi libererà di Ibnul-Ashraf?" Muhammad bin Maslama, fratello di Bani Abdu'l-Ashhal, disse, "Me ne occupero io per te, Apostolo di Dio, lo ucciderò io." Lui rispose, "Fallo se ne sei in grado." "L'importante è che tu ci provi {disse il Profeta a Muhammad bin Maslama}. Lui disse , "Apostolo di Dio, per farlo dovremo mentire." {Il Profeta} gli rispose, "Dite quello che volete, in questo siete liberi."


Serge Trifkovic

Gli ambasciatori dell'Islam nel mondo occidentale sanno come giocare i loro giochi. Sanno come presentare la loro causa in una maniera che non è solo accettabile dalla società occidentale, ma anche giusta e ragionevole. Gli ambasciatori si appellano alle istituzioni democratiche e ai diritti umani sapendo benissimo che quando avranno il potere essi aboliranno queste istituzioni e negheranno i diritti umani agli altri.

Sahih Al-Bukhari – Vol 7, Libro 67, Hadith 427

Per Allah e ad Allah piacendo, se faccio un giuramento e dopo trovo qualcosa di meglio, allora faccio quel che è meglio e rinnego il giuramento.”


Walid Shoebat – Esperienze personali sulla “al-Taqiyya”

Quando lavoravo come traduttore presso il Luc College di Chicago organizzavamo raccolte fondi per i movimenti Jihadisti, tra cui l'OLP. Attaccavamo manifesti per pubblicizzare l'evento attorno al College. Mi ricordo che in Arabo venivano scritti i fatti: portate i vostri amici, stiamo raccogliendo fondi per sostenere i nostri fratelli Jihadisti in Libano nella guerra contro Israele. Nella traduzione in Inglese scrivevamo che stavamo organizzando un evento culturale Mediorientale in cui tutti erano i benvenuti e avremmo servito agnello e ”baklava”…

L'Occidente non capisce il livello dell'inganno sociale che avviene in tutti gli aspetti della vita sociale, anche da parte dei Maomettani moderati. Quando siamo tutti insieme come gruppo le conversazioni sono differenti. Appena arriva un occidentale l'intera conversazione cambia per renderla compatibile con la mentalità occidentale.

Quando lavoravo per una compagnia Americana durante la Guerra nel Golfo tutti acclamavano la TV quando un missile SCUD colpiva Riad, mentre quando uno SCUD colpiva i campi Americani erano tutti tristi. Io ero insieme ai miei colleghi Americani e dicevo “Mi dispiace che ci siano vittime tra gli Americani”. Per la frustrazione del dover mentire su quello che sentivo davvero, aprivo il finestrino della macchina durante la strada di ritorno e urlavo senza sosta; Allahu achbar!, Allahu achbar!

Questa è la frase che devi urlare quando il nemico viene ucciso e sei il vincitore. Se era un giorno vittorioso per l'Iraq per me era “Allahu achbar” sull'autostrada quando nessuno poteva sentirmi. Quando tornavo a casa incontravo gli altri Medio-orientali del mio condominio. Guardavamo la guerra del Golfo sulla TV via satellite del mio appartamento e lodavamo Allah ogni volta che un Americano veniva ucciso. Ma non era la stessa faccia che mostravamo in mezzo agli Americani. Quando eravamo tra di loro facevamo finta di essere dalla loro parte. Era tutta una facciata, la verità era nascosta agli occidentali.


Bat Ye’or

E'stato Edward Said, lo scrittore di “Orientalism”, il creatore dell'idea che questa nuova versione dell'Islam sia una religione di pace e tolleranza. Quest'idea è radicata in tutte le università occidentali. Secondo questa visione la Dhimmitude e la Jihad sono sparite.


Robert Spencer

Edward Said scrive nel suo libro “Orientalism” che gli occidentali che criticano il mondo Islamico sono razzisti e imperialisti. Con affermazioni simili si cerca di convincere gli Occidentali che i Maomettani in Occidente non devono essere accusati di essere contro la società secolare dell'Occidente. Tutto ciò è vero perchè l'Islam è la religione della pace, nonostante la storia politica dell'Islam dica tutto il contrario.
Questa fantasia è diventata talmente comune nei discorsi pubblici in Occidente che chiunque non sia d'accordo viene immediatamente considerato un razzista, un bigotto e un fomentatore d'odio. Ciò è un mezzo efficace in un paese dove il razzismo è un peccato capitale, tanto che non è più possibile discutere seriamente sul modo in cui gli immigranti Maomettani sono legati alla legge Sharia e sulle loro intenzioni verso la società secolare in cui vivono.


6. Più che una Religione


Portavoce per l'amministrazione Bush:

Questo non è uno scontrocon l'Islam o con gli Arabi, questa è una faccenda di libertà, non di cultura. Qui si parla di lavorare insieme ai governi Maomettani che vogliono entrare nel mondo moderno. Noi lavoriamo con i governi Maomettani che vedono se stessi come governi di di pace, contrari alla violenza, al terrore e a coloro che vorrebbero tenere il mondo nel passato e distruggere la pace e la libertà degli altri. Noi crediamo che il vero volto dell'Islam sia quello di una religione di pace, con cui vogliamo collaborare.


Abdullah Al-Araby

L'Islam è sempre stato più che una religione. L'idea che l'Islam sia una religione spirituale (come ad esempio il Cristianesimo) è completamente sbagliata.


Serge Trifkovic

Sarebbe sbagliato descrivere l'Islam come una religione. Dai suoi inizi ai tempi di Muhammad l'Islam è stato un progetto geopolitico, un sistema di governo e una ideologia politica.

Robert Spencer

Fin dall'inizio l'Islam è stato insieme una religione ed un sistema di governo. Ad esempio, il calendario Maomettano non inizia con la nascita di Muhammad o con la sua prima rivelazione da Allah, come ci si potrebbe aspettare da una religione. L'anno 1 per loro è l'anno in cui Muhammad è diventato il generale di un esercito e un capo di stato a Medina. Questo è l'inizio del calendario Maomettano perchè nella loro mentalità l'Islam è un sistema sociale e politico, oltre che una fede individuale.


Serge Trifkovic

Nell'Islam la separazione tra potere temporale e potere religioso non è solo impossibile, ma persino eretica. Solo con la completa fusione di tutti gli aspetti della vita umana e di tutte le funzioni legali e politiche si può avere il Califfato, lo Stato correttamente organizzato secondo il volere di Allah.


Walid Shoebat

Quando gli occidentali pensano a una religione, pensano ad un fatto privato. Ad esempio, un Buddhista frequenta il suo tempio e prega, un Ebreo dice il “mitzvah” alla sinagoga, un Maomettano paga la “zakat” alla moschea, un Cristiano frequenta la Messa di domenica.
Gli occidentali pensano che la pratica di una religione sia una faccenda privata e personale. Così, quando vedono l'Islam lo paragonano al modo in cui vedono la religione. Questo è un grosso errore.
L'Islam non è una religione personale, l'Islam è la legge Sharia, l'Islam è PRIMA una forma di governo, POI l'applicazione personale di ciò. Non è solo il modo di pregare e la direzione verso cui si prega, è il modo in cui ci si veste e in cui si parla.
Per l'Islam non puoi andare in paradiso se non preghi in Arabo, non puoi leggere il Corano se non in Arabo. L'Islam è un sistema imperialista in cui tutti devono parlare Arabo, pensare in Arabo e praticare la religione in Arabo. E'una legislazione che comanda il modo in cui devi mangiare, in cui devi sposarti, il modo in cui ti devi rapportare allo Stato, all'esercito, ai giovani, alle donne. OGNI ASPETTO DELLA VITA DIVENTA ISLAMICO. Per loro tutto è Islam.

Sahih Al-Bukhari – Vol 2, Libro 23, Hadith 413

Gli Ebrei portarono dinanzi al Profeta un uomo e una donna dei loro che avevano commesso una relazione illecita (adulterio). Il Profeta ordinò che venissero lapidati a morte entrambi vicino al luogo in cui si offrivano le preghiere funebri dietro la moschea.

Sahih Al-Bukhari – Vol 7, Libro 62, Hadith 88

Il Profeta scrisse il contratto di matrimonio con Aisha quando lei aveva sei anni e consumò il suo matrimonio con lei quando ne aveva nove. Lei rimase con lui per nove anni (fino alla morte di lui)


Robert Spencer

Non c'è modo in cui la Sharia Islamica possa essere compatibile con i concetti occidentali di diritti umani e di libertà di coscienza. L'Islam tradizionale proibisce ai Maomettani di cambiare religione. Non c'è modo di uscirne. E'proibito ai non-Maomettani il vivere in società allo stesso livello dei Maomettani. E obbligatorio che i Non-Maomettani siano cittadini di seconda classe (Dhimmi) e che non possano avere alcuna autorità sui Maomettani. La storia insegna che gli edifici religiosi dei Dhimmi non potevano essere costruiti o riparati, costringendo le comunità a vivere in un costante stato di declino.

Sura 5, Versetto 51

O credenti! Non prendiate gli Ebrei o i Cristiani come Auliya (amici, protettori, aiutanti), loro sono Auliya l'uno con l'altro. Se uno dei nostri li prende come Auliya, di sicuro è uno di loro.


Serge Trifkovic

E'impossibile per un non-Maomettano che vive in una società Maomettana invocare i suoi diritti civili e i suoi diritti umani, dato che essi sono indipendenti dalla Sharia. Ci si aspetta che il non-Maomettano si sottometta volentieri alla Sharia e che accetti il Dhimmi per la sua protezione. Un Dhimmi è uno che si è subordinato volontariamente ai suoi padroni Maomettani.


La vita di Muhammad – P 368

Lo salutammo mentre pregava e gli dicemmo che avevamo ucciso i nemici di Allah. Lui sputò sulle ferite del nostro camerata e ce ne tornammo alle nostre famiglie.

Il nostro attacco ai nemici di Allah sparse il terrore tra gli Ebrei, tanto che non c'era Ebreo nella Medina che non temesse per la sua vita.


Walid Shoebat

Muhammad diceva chiaramente, come è documentato nelle Hadith, che; “Ho avuto l'ordine di combattere finchè tutti non diranno che Allah è l'unico Dio e che Muhammad è il suo Profeta”. Questo è il modo in cui l'Islam è stato diffuso nel Nordafrica, in Indonesia e nel Medio Oriente.
La Siria e il Libano non erano Maomettane. Anche l'Arabia Saudita era una moltitudine di tribù. L'Islam è stato diffuso in quei luoghi con la spada. Non vedrai mai sinagoghe o chiese in Arabia Saudita. Il Cristianesimo è inesistente. I Maomettani stanno conquistando anche il villaggio di Betlemme, in cui i Cristiani sono solo il 20%.
In Libano i Cristiani stanno scappando a frotte, dato che Hezbollah è molto attiva. Il Libano era una nazione Cristiana, ma ora è in fase di Islamizzazione.


Robert Spencer

I Maomettani che arrivano negli Stati Uniti o in Europa con l'idea che la Sharia sia la legge di Allah vedono la nostra libertà di religione e si accorgono che le leggi sono basate sul consenso popolare e su rappresentanti eletti, non sul Corano.
Quando vedono tutto questo lo classificano come “Jahelia” o ignoranza, il periodo di ignoranza delle nazioni che non hanno ancora conosciuto l'Islam. Il Pakistan, l'Iran e le altre nazioni simili definiscono il loro periodo pre-Islamico come la “Jahelia”. I Maomettani considerano anche gli Stati Uniti e l'Europa come ancora in fase di Jahelia.
Molti Maomettani che emigrano in occidente vogliono stabilire un governo di tipo Maomettano perchè per loro gli stati secolari e il governo democratico non hanno legittimità.
Per loro non c'è bisogno di elezioni per stabilire la legge, basta obbedire a quello che dice Allah.


7. La Casa della Guerra


Robert Spencer


La cosa più importante che l'Occidente deve capire sull'Islam di oggi è che si tratta di un sistema politico, non solo di una religione. E'una religione e un sistema di fede che obbliga alla guerra contro gli infedeli e alla costruzione di una società del tutto incompatibile con la società occidentale. Gli occidentali hanno bisogno di capirlo, dato che i Maomettani stanno arrivando nel mondo occidentale con questa fede e con tutte le intenzioni di agire in base ai suoi dettami.
Queste sono le motivazioni dietro al terrorismo moderno e gli obiettivi di milioni di Maomettani in tutto il mondo. Questi fatti rimangono generalmente nascosti agli occhi della gente per colpa della “tolleranza”, del controllo dei media e della poca volontà del governo di affrontare il terrorismo.


Walid Shoebat

Il fondamentalismo Islamico è ancora dormiente in occidente. Un esempio di ciò è dato da Saladino, l'eroe Maomettano che ha sconfitto le crociate.
La storia è andata così: il diplomatico Arabo andò da Saladino e gli disse: “Il Corano dice, se chiedono la pace concedetegliela”, il che significa che se il nemico chiede la cessazione delle ostilità bisogna accordagliela perchè così dice il Corano. Saladino rispose: “Tu sei un Arabo mentre io sono Curdo, di sicuro conosci il Corano meglio di me e saprai che esso dice Perchè concedere la pace quando abbiamo il sopravvento? Entrambi i versetti sono nel Corano. Devi concedere la pace quando sei più debole, come dice il termine Hudna”.
La Hudna è il “cessate il fuoco”. In Iraq, Sadr chiedeva la Hudna perchè sapeva di non poter battere gli Americani. La Hudna avviene in molti conflitti in cui l'Islam è il più debole. Ma appena l'Islam diventa abbastanza forte non ha più motivi per concedere la pace.
Per questo il fondamentalismo Maomettano in occidente racconta la balla che l'Islam è una religione di pace. I Maomettani stanno solo aspettando di avere più immigranti, di avere il vantaggio numerico e il potere politico. Quando lo raggiungeranno la storia si ripeterà. Vedrete il vero volto del fondamentalismo Maomettano nel vostro paese.


Robert Spencer

Mi dispiace, ma non c'è possibilità di trattare con gli Jihadisti. Non ci si può venire a patti. L'Islam è molto chiaro sull'argomento, tanto da non permettere relazioni pacifiche tra stati Maomettani e non-Maomettani. Al massimo viene permesso un periodo di 10 anni in cui si ha la Hudna (tregua), ma solo per permettere ai Maomettani di radunare le forze. Questa non è la pace come noi la conosciamo, ma solo una tregua temporanea.
Questa è una guerra che gli Jihadisti hanno combattuto per 14 secoli e che sono disposti a combattere per altri 14.

Sura 47, Versetto 4

Quando [in combattimento] incontrate i miscredenti, colpiteli al collo finché non li abbiate soggiogati, poi legateli strettamente. In seguito liberateli graziosamente o in cambio di un riscatto, finché la guerra non abbia fine. Questo è [l'ordine di Allah]. Se Allah avesse voluto, li avrebbe sconfitti, ma ha voluto mettervi alla prova, gli uni contro gli altri. E farà sì che non vadano perdute le opere di coloro che saranno stati uccisi sulla via di Allah:





Serge Trifkovic

Nella mentalità Maomettana il mondo è diviso nella “Casa dell'Islam”, dove è stata stabilita la legge Islamica e nella “Casa della Guerra”, ossia il resto del mondo.
Questa divisione ricorda le altre ideologie totalitarie, in particolare il comunismo. Entrambi cercano di cambiare la storia del mondo. Il cambiamento arriverà quando il mondo intero diventerà Maomettano o quando la rivoluzione proletaria porterà i lavoratori al potere in tutto il mondo, causando la fine dello stato, della moneta e dell'oppressione di classe. Entrambe le ideologie ammettono la possibilità di periodi di tregua. E' possibile avere una coesistenza pacifica con loro, ma questa coesistenza è solo una pausa di respiro in una guerra senza fine, non una soluzione permanente.


Sahih Al-Bukhari – Vol 4, Libro 52, Hadith 196

L'Inviato di Allah ha detto, “Ho avuto l'ordine di combattere contro tutte le genti finchè tutti diranno che non esiste altro Dio che Allah.


Robert Spencer


Alcuni credono che le cose sarebbero andate diversamente se avessimo cambiato le nostre politiche verso Israele, verso l'Iraq o verso qualcos' altro, oppure se non avessimo abbattuto il regime Mossadegh in Iran nel 1953… Queste idee sono ridicole, sono basate sulla mancanza di comprensione dei motivi e degli obiettivi dei Jihadisti.
Questo non è un conflitto creato con la creazione di Israele o con l'ingresso dell'esercito USA in Iraq. La Jihad globale è andata avanti senza sosta fin dal settimo secolo, con dei periodi di pausa nei momenti in cui il mondo Maomettano era troppo debole per combattere.


Bat Ye’or

La domanda da farci è: vogliamo conservare i nostri valori Giudaico-Cristiani e la nostra civiltà o vogliamo andare verso lo schiavitù dei Dhimmi per tutta l'Europa?
Questo processo non coinvolge gli USA ma causerà l'isolamento degli USA nel mondo, che dovranno affrontare la geopolitica di una Europa Islamizzata. Questo è un problema che dovrà essere affrontato dagli Europei e dagli Americani: la scelta tra libertà e Dhimmi.

Serge Trifkovic

Nel prossimo secolo l'occidente dovrà difendersi contro l'attacco globale della Jihad e dovrà chiedersi qual'è lo spazio geografico e culturale da difendere e in nome di cosa. Difendere l'occidente in nome dell'ideologia del multiculturalismo è impossibile.
Il multiculturalismo e il liberalismo post-moderno non sono cose per cui vale la pena morire. Non sono ideologie in grado di ispirare la gente a fare quel che i loro antenati hanno fatto a Poitiers durante la prima ondata e alle porte di Vienna nel 1683 durante la seconda ondata.
La Jihad globale ha dalla sua parte la motivazione di milioni di persone che vogliono diffondere la loro fede e migliorare la loro posizione materiale alle spese degli infedeli. All'inizio ciò avverrà tramite l'immigrazione, dopo se necessario tramite altri mezzi.


Walid Shoebat


L'occidente deve capire che l'Islam ha il potenziale di diventare pericoloso come lo erano il Nazismo e il Comunismo. Come in queste due ideologie, nell'Islam il fine giustifica sempre i mezzi. Non c'è rispetto per i confini nazionali, dato che l'intera ideologia dell'Islam è quella di diffondere il loro modo di vivere in tutto il mondo. Queste solo le cose che vengono insegnate nelle scuole del Medio Oriente, in Arabia Saudita e in tutto il mondo. L'Islam intende conquistare e continuare a conquistare finchè tutto il mondo dirà: Allah è l'unico Dio e Muhammad è il suo profeta.


Serge Trifkovic

La peculiarità dell'Islam deve essere guardata in faccia. Dico ciò con la consapevolezza che offenderò alcuni occidentali: a differenza degli Indù, dei Confuciani e dei nostri nemici dell'Africa sub-sahariana, i Maomettani hanno una tendenza inerente all'espandersi e a convertire il resto del mondo, non solo alla loro religione ma anche alla loro mentalità e al loro sistema legale e morale. Non lo diranno mai apertamente finchè sono in minoranza, ma lo abbiamo già visto varie volte durante la storia. Appena avranno i numeri per imporre la loro volontà lo faranno.

I miracoli capitano. Non so se sarà un altro attacco terroristico ancora più sanguinoso a fare da catalisi, o se sarà un conflitto geopolitico nel Medio Oriente, forse con Israele in grave pericolo, ma credo e spero che qualcosa svegli gli Europei e li avverta che è il momento di alzarsi e farsi valere. Prima che sia troppo tardi...


Prodotto e diretto da Gregory M. Davis e Bryan Daly. Prodotto e distribuito da Quixotic Media, LLC USA 2006


1.8 Schiavi Europei, schiavisti Arabi


By Andrew G. Bostom
Una protesta pubblica a Washington, DC, il 5 Aprile 2005 ha messo in evidenza la situazione dei nativi Mauritani schiavizzati dagli schiavisti Arabi. Negli ultimi due decenni del ventesimo secolo c'è stato un vero genocidio Jihadista, tramite riduzioni in schiavitù, perpetrato dal governo Maomettano Arabo di Khartoum contro i Cristiani e gli animisti nel Sudan meridionale, mentre lo stesso governo continua a praticare massacri e riduzioni in schiavitù verso i Maomettani-Animisti del Darfur. Questi tragici fenomeni odierni riflettono la brutalità ereditaria della schiavitù Jihadista.

Schiavitù Jihadista

Il legame tra la Jihad (una istituzione permanente dell'Islam) e la schiavitù, fornisce la spiegazione per l'estensione e la durata di essa nelle società Maomettana.
Questa osservazione generale si applica anche per le forme specializzate di schiavitù, tra cui gli eunuchi, i soldati schiavi (specialmente tra gli adolescenti), la schiavitù infantile e gli harem. La schiavitù Jihadista, in tutte le sue manifestazioni, è diventata una istituzione importante per l'Islamizzazione espansionista e per il sostentamento delle società Maomettane.


Ruolo della schiavitù nell'Islamizzazione

Patricia Crone, nella sua analisi recente delle origini e dell'evoluzione del pensiero politico Maomettano, espone un legame importante tra la riduzione in schiavitù di grandi masse di prigionieri durante la Jihad e il ruolo di esse come Islamizazione forzata. Dopo una Jihad vittoriosa:


I prigionieri di sesso maschile venivano uccisi o ridotti in schiavitù, quale che fosse la loro fede religiosa (i Popoli del Libro non erano protetti dalla legge Maomettana finchè non accettavano il dhimma.) A volte i prigionieri venivano costretti a scegliere tra l'Islam e la morte, oppure erano loro stessi a dire di essersi convertiti per evitare il patibolo: secondo i giuristi ciò era accettabile, anche se si erano convertiti solo per paura. Le donne e i bambini venivano ridotti in schiavitù allo stesso modo.
I prigionieri erano importanti, tanto che i guerrieri Maomettani ne prendevano un gran numero. A parte quelli che si convertivano, alcuni venivano liberati sotto riscatto e il resto ridotti in schiavitù, spesso per uso domestico.
Vivendo in case Maomettane gli schiavi si convertivano quasi sempre, incoraggiati o costretti dai loro padroni, bisognosi della loro approvazione o lentamente abituatisi alla mentalità Maomettana. Anche se il Dhimmi e lo schiavo non venivano costretti a scegliere tra conversione o morte, le loro conversioni erano essenzalmente forzate [1]


Gli Indù, considerati idolatri e schiavizzati in gran numero durante le ondate di conquiste Jihadiste che hanno devastato il subcontinente Indiano per mezzo millennio (fin dall'ottavo secolo) venivano costretti alla conversione senza alcuna remora. La schiavitù Jihadista ha contribuito sostanzialmente alla crescita della popolazione Maomettana in India. K.S. Lal spiega che: [2]


Gli Indù che opponevano resistenza all'occupazione Maomettana erano cosiderati ribelli. In ogni caso, si trattava di idolatri (mushrik) che non potevano godere dello stato di Kaffir, ossia Popoli del Libro. Le scritture Maomettane ordinavano la Jihad verso gli idolatri, a cui poteva solo essere offerta la scelta tra conversione o morte.
Coloro che non venivano uccisi in battaglia venivano presi come schiavi e convertiti a forza. La tratta degli schiavi in India era il commercio più fiorente e la migliore attività di proselitismo per i missionari (Maomettani). Ogni Sultano, come campione dell'Islam, capiva la necessità del diffondere l'Islam in India in modo da Islamizzare il paese e contrastare la resistenza dei nativi.

Vryonis descrive come la schiavitù Jihadista , come veniva praticata dai Selgiuchidi e dai primi Ottomani, fosse una strategia di Islamizzazione in Asia minore dall'undicesimo al quattordicesimo secolo[3]:

La schiavitù contribuì al declino del numero dei Cristiani. Fin dall'inizio delle razzie Arabe nella terra di Rum, il traffico di uomini è sempre stato una parte molto importante del bottino. Ci sono ampie testimonianze nei documenti contemporanei del fatto che questa situazione non cambiò quando i Turchi presero il comando della Jihad in Anatolia.
I Turchi prendevano in schiavitù uomini, donne e bambini da tutti i centri urbani e dalle campagne in cui le popolazioni erano indifese. Nei primi anni, quando i Turchi non erano ancora stabiliti in Anatolia, i prigionieri venivano mandati in Persia o in altri luoghi. Dopo la fondazione dei principati Turchi Anatoli, una parte degli schiavi rimaneva in Anatolia al servizio dei conquistatori.

Dopo aver esaminato i metodi violenti e spesso brutali usati per imporre la coscrizione infantile del devshirme e il declino conseguente delle popolazioni Cristiane native del luogo (causato da espropri e fuga di massa), Papoulia conclude che questa strategia Ottomana di Islamizzazione era essenzialmente uno stato di guerra : [4]

Le fonti parlano di piasimo (rapimenti) aichmalotos paidon (cattura) e arpage paidon (rapimento di bambini), ammettendo che i bambini perduti per la devshirme erano considerati vittime di guerra. Rimane aperta la domanda: secondo la legge Islamica è possibile considerare la devshirme come un atto di guerra? Gli storici Ottomani dell'età aurea del loro impero cercavano di considerarla come be'anwa, conseguenza della conquista militare.
E'vero che i Greci e gli altri popoli dei Balcani non si erano arresi senza combattere, quindi per il Corano andavano trattati secondo l'Ahl-al-Qitâb: sterminio, conversione forzata oppure lo stato di aman, ossia il pagamento perpetuo di tasse pro capite. In caso di resa volontaria gli Ottomani concedevano l'esenzione da queste condizioni, in particolare la tassazione, considerata una punizione per la resistenza. La devshirme era un'espressione del continuo stato di guerra tra conquistatori e conquistati, tanto che da sola la devshirme è sufficiente per postulare un continuo stato di guerra.

Sotto il regno di Shah Abbas I (1588—1626), la teocrazia Sciita Safavida in Iran espandeva il suo sistema di razzie nelle zone Cristiane della Georgia e dell'Armenia. I Cristiani Georgiani, Armeni e Circassi del Caucaso venivano ridotti in schiavitù in gran numero e convertiti all'Islam Sciita. Gli uomini venivano impiegati come schiavi militari o amministrativi, le donne venivano mandate negli harems.
Probabilmente avvene un cambiamento tra il 1700 e il1800, dato che gli schiavi smisero di arrivare dal Caucaso per iniziare ad arrivare in gran numero dall'Africa attraverso il Golfo Persico [5] Ricks scrive che durante il regno dello Scià Sultano Husayn;


La corte reale si era ampliata, a giudicare dal numero di schiave e schiavi, tra cui diversi eunuchi bianchi e neri. Secondo uno storico contemporaneo, lo Scià Sultano Husayn (d. 1722) aveva l'abitudine di visitare i mercati di Isfahan nel primo giorno dell'anno Iraniano (21 Marzo) con tutta la sua corte a seguito. I cronisti contemporanei stimavano che nella corte reale c'erano 5000 schiavi tra bianchi, neri, donne e uomini. Tra questi bisogna includere 100 eunuchi di pelle nera. [6]

Clement Huart, scriveva nel 1907 che gli schiavi erano il bottino più importante durante le razzie Jihadiste: [7]

Non molto tempo fa, varie spedizioni hanno attraversato la Amoû-Deryâ, la frontiera meridionale delle steppe e hanno devastato le regioni orientali della Persia per rapire schiavi; ci sono state altre razzie nel cuore inesplorato dell'Africa, che hanno dato fuoco alle aree abitate e hanno massacrato le popolazioni animiste che vivevano in pace in quei luoghi.

Willis descrive la giustificazione Maomettana per la riduzione in schiavitù degli animisti Africani: [8]

mentre emergeva l'odio da parte dell'Islam verso gli infedeli, le terre degli infedeli diventavano il territorio di caccia preferito per la “gente della fede e della ragione”. Nel cuore della Jihad i concetti di infedele e di schiavo diventavano uno solo.
Secondo la mentalità Maomettana in un luogo dove la maggioranza era Maomettana (dar-al-Islam) l'infedele veniva automaticamente considerato uno schiavo. Così come la schiavitù era un sinonimo per la miscredenza, così come l'essere un Maomettano era sinonimo con l'essere libero.
Questo stato di schiavitù era imposto sui resti devastati dei villaggi infedeli. Secondo il giurista Maomettano al—Wanshirisi (d.1508), la schiavitù è la punizione (e l'umiliazione) per chi non professa la Profezia e non si sottomette alla legge Maomettana.


Winston Churchill nel 1899 scrive questa descrizione, basandosi su quello che aveva visto durante il suo servizio militare durante la Jihad Mahdista in Sudan da parte dei Maomettani Sudanesi Secondo i suoi studi e le sue osservazioni sulle razzie dei Maomettani Sudanesi: [9]

Erano tutti [i Maomettani Arabi delle tribù del Sudan], senza eccezioni, cacciatori di uomini.
Nei secoli un mare di prigionieri di razza nera è passato per i mercati di schiavi di Jeddah. Il traffico è stato facilitato dalle armi da fuoco degli Arabi. La situazione del Sudan durante i secoli si può riassumere in poche frasi: La razza dominante degli invasori Arabi ha diffuso la sua lingua, la religione, i suoi modi di vivere tra la razza aborigena locale, mentre li attaccava e li schiavizzava. Le tribù guerriere degli Arabi intanto combattevano tra di loro senza sosta. I neri tremavano per la paura di essere catturati, oppure si ribellavano ai loro oppressori.

Tutti questi elementi della schiavitù Jihadista (la giustificazione religiosa, l'islamizzazione forzata, particolarmente verso gli animisti sub-sahariani) e la sua associazione alla devshirme (ad esempio la coscrizione forzata di adolescenti per le forze armate) sono evidenti nella Jihad moderna contro gli Animisti e i Cristiani del Sudan meridionale da parte del regime di Khartoum, dominato dai Maomettani Arabi. [10]

Durata e persistenza

L'entità e la durata della schiavitù Maomettana in Africa è paragonabile a quella della tratta degli schiavi verso le Americhe, come osservava Willis (con una certa ironia), [11] anche se la prima “è durata decisamente più a lungo”.
Si stima che la tratta degli schiavi attraverso l'Atlantico (dal 1600 alla fine del 1900) abbia coinvolto circa 10 milioni e mezzo di individui (forse di più [12]).
Allo stesso modo, il Professor Ralph Austen stima che tra il 650 e il 1905 i Maomettani abbiano venduto circa 17 milioni di schiavi attraverso il Sahara, il Mar Rosso e l'Oceano indiano. [13] Inoltre, le sofferenze degli animisti rapiti nella savana e nelle foreste dell'Africa centrale e occidentale erano paragonabili a quelle patite dalle vittime della tratta degli schiavi attraverso l'Atlantico. [14]

Nel diciannovesimo secolo gli schiavi arrivavano ai porti di Tripoli attraverso tre rotte nel Sahara, tutte e tre così orribili che i racconti degli schiavi costretti ad affrontarle erano pari a quelli degli orrori degli schiavi durante la traversata dell'Atlantico.

Questo commento, per quanto illuminante, ignora la vastità della schiavitù Jihadista, praticata attraverso l'Europa, la Russia Moscovita (tormentata dalle depredazioni dei Tartari), l'Asia minore (sotto le dominazioni dei Selgiuchidi e degli Ottomani), la Persia, l'Armenia e la Georgia (soggette agli assalti dei Safavidi), il subcontinente Indiano (razziato dagli Arabi prima, poi dai Ghaznavidi durante il Sultanato di Delhi e dai Mogul).
Ci sono tre esempi da usare come introduzione allo schiavismo oltre il continente africano: i Selgiuchidi in Asia Minore (undicesimo e dodicesimo secolo), gli Ottomani nei Balcani (quidicesimo secolo) e i Tartari nella Polonia meridionale e nella Russia Moscovita (dalla metà del quindicesimo secolo fino al diciassettesimo).


Nell'undicesimo e dodicesimo secolo i Turchi Selgiuchidi praticavano costantemente lo schiavismo verso i Cristiani [15]. Durante il sacco di Edessa 16000 persone vennero ridotte in schiavitù [16]. Michele il Siriano, patriarca ortodosso, racconta che quando i Turchi di Nur al—Din arrivarono in Cilicia sotto Mleh l'Armeno presero in schiavitù 16.000 Cristiani e li vendettero ad Aleppo. [17]
Migliaia di Greci vennero ridotti in schiavitù durante una serie di razzie condotte nelle province Greche dell'Asia Minore (Vryonis afferma che il racconto di 100.000 vittime da parte di un contemporaneo è esagerato[18]) e portati fino in Persia per essere venduti, secondo Michele il Siriano [19]. 26.000 abitanti della Cappadocia, Armenia e Mesopotamia vennero rapiti dai Turchi durante le razzie del 1185 e degli anni successivi. [20] Vryonis conclude dicendo: [21]

queste poche fonti indicano che il traffico degli schiavi era fiorente. Per tutto il quattordicesimo secolo l'Asia Minore rimase la fonte principale degli schiavi per il mondo Maomettano.

I Sultani Ottomani, rispettando le prescrizioni della Sharia, praticavano aggressivamente la schiavitù nei Balcani, particolarmente durante i regni di Mehmed I (1402—1421), Murad II (1421—1451) e di Mehmed II (1451—1481). [22] Alexandrescu—Dersca riassume l'effetto della tratta degli schiavi e ne suggerisce l'importanza dal punto di vista demografico: [23]

I cronisti contemporanei Turchi, Latini e Bizantini sono unanimi nel riconoscere che durante le campagne condotte in nome dell'unificazione della Romania Greca e Latina e dei Balcani sotto l'Islam, così come durante le loro razzie nei territori Cristiani, gli Ottomani riducevano grandi masse di abitanti in schiavitù.
Il cronista Ottomano Ašikpašazade raccontava che durante le spedizioni del Pascià Ali Evrenosoghlu in Ungheria (1437), così come al ritorno dalla campagna di Murad II contro Belgrado (1438), il numero dei prigionieri superava quello dei combattenti.
Il cronista Bizantino Ducas affermava che tutti gli abitanti di Smederevo, occupata dagli Ottomani, vennero portati via in catene. La stessa cosa avveniva quando i Turchi di Menteše calavano sulle isole di Rodi e Cos, così come durante le spedizioni della flotta Ottomana a Enos e a Lesbo. Ducas fornisce anche le cifre: 70,000 abitanti ridotti in schiavitù durante la campagna di Mehmed II a Morée (1460).
Il Francescano Italiano Giano dell'Umbria parlava di circa 60,000 o 70,000 schiavi catturati durante due spedizioni degli akinğis in Transilvania (1438) e di circa 300,000 o 600,000 prigionieri Ungheresi. Anche se queste cifre sembrano esagerate ce ne sono altre più accurate: 40.000 abitanti catturati dai Turchi di Menteše durante una razzia a Rodi, 7,000 abitanti tratti in schiavitù durante l'assedio di Thessalonika (1430) secondo John Anagnostes e diecimila abitanti portati via in schiavitù durante l'assedio di Mytilene (1462) secondo Leonardo di Chios.
Data la mancanza di documentazione non possiamo calcolare la quantità di sciavi introdotti nella Romania Turca in quel periodo. Secondo Bartholomé de Yano, si parla di circa 400,000 schiavi catturati nei quattro anni tra il 1437 e il 1443. Anche includendo l'elemento di esagerazione bisogna riconoscere il fatto che gli schiavi hanno svolto un ruolo importante nell'espansione demografica Ottomana del quindicesimo secolo.


Fisher [24] ha studiato le razzie condotte dai Tartari Maomettani di Crimea contro le popolazioni Cristiane della Polonia e della Russia Moscovita dal 1500 alla fine del 1700 (1463—1794). Basandosi su fonti incomplete ('...è indubbio che ci siano state più razzie di quelle che l'autore descrive' [25]), le sue stime al ribasso indicano [26] che almeno tre milioni di persone, tra uomini, donne e bambini, sono state catturate durante la cosiddetta “mietitura della steppa”. Fisher descrive le sofferenze dei prigionieri: [27]

...la prima prova [per i prigionieri] è la lunga marcia verso la Crimea. Spesso in catene e a piedi, molti dei prigionieri morivano per strada. Dato che spesso i Tartari temevano gli agguati, specialmente nel 1700 quando le bande di Cosacchi cercavano di liberare i prigionieri, le marce erano forzate. I prigionieri malati o feriti venivano uccisi per non rallentare la marcia. Heberstein scrive che... 'i vecchi e gli infermi che non sarebbe stato possibile vendere a buon prezzo venivano regalati ai giovani Tartari per essere lapidati, affogati o uccisi secondo i loro capricci.' Un viaggiatore Ottomano del Seicento che aveva visto una di queste marce, si chiedeva se qualcuno di quegli schiavi sarebbe stato in grado di raggiungere la destinazione, i mercati di schiavi di Kefe. Il viaggiatore si lamentava perchè le perdite causate dal trattamento così brutale avrebbero alzato il prezzo degli schiavi per gli acquirenti come lui.
Un proverbio Polacco diceva: “Meglio nella bara che prigioniero dei Tartari”

La schiavitù Maomettana è impressionante e unica nella sua durata. La schiavitù veniva praticata apertamente nella Turchia Ottomana [28], e nell'Iran Shiita (Qajar) [29], fino ai primi anni del ventesimo secolo. Come scrive Toledano [30] rispetto alla schiavitù negli harem nella Turchia Ottomana,

...è sorpavvissuta nell'elitè Ottomana fino al crollo dell'impero e della casata di Osman all'inizio del ventesimo secolo.

Inoltre, Ricks [31] scrive che nonostante le pressioni per la modernizzazione e le riforme culminate nel Movimento Costituzionale Iraniano del 1905—1911, che ha abolito la schiavitù agricola e militare,

Non è cessata la pratica della schiavitù domestica nelle regioni urbane e rurali dell'Iran meridionale. Alcuni Iraniani di oggi testimoniano che ci sono ancora schiave Africane e Indiane.

Nella penisola Araba la schiavitù non è stata abolita fino al 1962 in Arabia Saudita [32] e fino al 1970 nello Yemen e nell' Oman. [33] Nel 1989, Gordon [34] scrive che anche se la Mauritania aveva abolito ufficialmente la schiavitù nel 15 Luglio 1980,

...anche il governo riconosce che questa pratica è ancora in vigore. Si stima che circa 200.000 tra uomini, donne e bambini sono soggetti a compravendita in questo paese del Nordafrica, lavorando come domestici, pastori e nelle fattorie.

Inoltre, come già detto prima, nel Sudan c'è stato un ritorno della schiavitù Jihadista a partire dal 1983. [35]


La schiavitù degli eunichi – il traffico più atroce

Gli schiavi eunuchi, maschi castrati tra i 4 e i 12 anni (anche se di solito verso gli 8 e i 12, data l'elevata mortalità) [36] erano costantemente richiesti dalla società Maomettana. Di solito gli eunichi servivano come sorveglianti per le donne degli harem dei governanti e delle elitè dell'impero Ottomano e dei suoi vicini (come l'Iran Safavida)
La schiavitù degli eunuchi, iniziata circa 200 anni dopo le prime conquiste della Jihad Araba [37] fino all'inizio del ventesimo secolo [38] — è un tratto tipico della cultura are Maomettana ed è stata chiamata “il trafffico più atroce”. Ad esempio, Toledano documenta che fino al 1903 gli harem dell'Impero Ottomano contenevano da 400 a 500 schiave, sorvegliate e protette da 194 eunuchi africani di pelle nera.[39]

Un tratto importante della schiavitù degli eunuchi è l'acquisizione degli schiavi da paesi stranieri [40] , ossia zone non Maomettane che confinavano con i Maomettani ed erano soggette a razzie. Come commenta David Ayalon, [41]

...la stragrande maggioranza degli eunuchi, così come la stragrande maggioranza degli schiavi nel mondo Maomettano, è stata rapita fuori dai confini del mondo Maomettano.

In confronto, gli schiavi eunuchi in Cina erano locali. [42]

Hogendorn [43] ha indicato tre regioni soggette a razzie, dall'ottavo secolo fino al tardo '900:

Queste regioni erano le parti boscose dell'Europa centrale e orientale, chiamate dai Maomettani la 'Bild as—Saqaliba' ('paese degli schiavi'). La parola saqlab significa “schiavo” in Arabo, ed è imparentata con la designazione etnica “Slavo”; le steppe dell'Asia centrale erano chiamate la 'Bilad al—Atrak' ('Paese dei Turchi' o Turkestan); e, più importante di tutti, la savana e i confini delle boscaglie a sud del Sahara, chiamate le terre dei neri, 'Bilad as—Sudan'.

Data la chirurgia grossolana dei tempi, la castrazione aveva un tasso di mortalità elevatissimo. Hogendorn descrive l'operazione e fornisce i dati della mortalità: [44]

La castrazione poteva essere parziale (lasciando il pene intatto) o totale (rimuovendo pene e testicoli). Nel periodo posteriore, quando l'Africa divenne la fonte principale per l'Islam mediterraneo, sembra che tutti gli eunuchi sul mercato fossero soggetti a rimozione totale. Questa operazione, cosiderata la più adatta per gli schiavi in continuo contatto con le donne dello harem, causava spesso la morte per due motivi. Il primo era l'emorragia, che causava morte quasi istantanea. La ferita non poteva essere cauterizzata perchè ciò avrebbe chiuso l'uretra causando la morte per impossibilità di urinare. Il secondo pericolo era l'infezione dell'uretra, che causava la formazione di pus e la morte in pochi giorni.

...nell'Africa Subsahariana quando veniva praticata la castrazione c'era una mortalità del 90%. In certi casi si riportava una mortalità ancora più elevata, tipica delle aree tropicali in cui l'incidenza delle infezioni era specialmente alta.
C'è una prova contemporanea per dimostrare il tasso di mortalità. I mercanti Turchi erano disposti a pagare da 250 a 300 talleri di Maria Teresa per un eunuco del Borneo (Nigeria settentrionale) in un periodo in cui uno schiavo giovane valeva meno di 20 talleri. Molte fonti indicano che l'operazione aveva un tasso di mortalità altissimo. Secondo Richard Millant's [1908] in Sudan e in Etiopia il tasso era del 90%.


Conclusioni

Le manifestazioni contemporanee della schiavitù Maomettana riflettono l'impatto dannoso della schiavitù Jihadista come istituzione Maomettana. Tra esse ci sono le razzie dei Maomettani Arabi contro le loro prede, gli animisti e i Cristiani di razza nera nel Sudan e nel Darfur, la schiavitù in Mauritania (ancora una volta schiavi neri per schiavisti Arabi).
La società Ottomana, descritta come la più progressista della storia Maomettana e come un paragone di ecumenismo Maomettano da una conferenza delle Nazioni Unite, non ha mai generato un William Wilberforce, figuriamoci un movimento abolizionista guidato da un devoto ulema Maomettano.
E'ironico che solo i liberi pensatori dell'Islam moderno, detti gli “apostati”, hanno il coraggio intellettuale di ammettere l'esistenza della Jihad e della schiavitù Jihadista, con le devastazioni sociali e militari che ne conseguirono.
Quando le voci di questi pensatori Maomettani sono messe a tacere, tramite prigione, tortura ed esecuzione, i risultati sono tragici ma non inaspettati. Il fatto che queste voci coraggiose e visionarie siano state messe a margine o ignorate dall'Occidente denuncia l'ignoranza della “casta” dei politici occidentali.
Fonti:


1. Patricia Crone. God's Rule. Government and Islam. New York: Columbia University Press, 2004, pp. 371—722. K.S. Lal, Muslim Slave System India, New Delhi, Aditya Prakashan, 1994, pp. 46, 69.3. Speros Vryonis, Jr. The Decline of Medieval Hellenism and the Islamization of Asia Minor, 11th Through 15th Century, 1971, Berkeley: University of California Press, pp. 174—175.4. Vasiliki Papoulia. 'The impact of devshirme on Greek society' in East Central European society and war in the prerevolutionary eighteenth century. Gunther E. Rothenberg, Bla K. Kirly and Peter F. Sugar, editors. Boulder : Social Science Monographs ; New York : Distributed by Columbia University Press, 1982,  pp. 555—556.5. Thomas Ricks. 'Slaves and Slave Trading in Shi'i Iran, AD 1500—1900', Journal of Asian and African Studies, 2001, Vol. 36, pp. 407—418.6. Ricks, 'Slaves and Slave Trading in Shi'i Iran', pp. 411—412. 7. Clement Huart. 'Le droit de la guerre' Revue du monde musulman, 1907, p. 337. English translation by Michael J. Miller. 8. John Ralph Willis. "Jihad and the ideology of enslavement", in Slaves and slavery in Muslim Africa— vol. 1. Islam and the ideology of enslavement, London, England; Totowa, N.J.: Frank Cass, 1985, pp. 17—18; 4.9. Winston Churchill. The River War, Vol. II , London: Longmans, Green & Co., 1899, pp. 248—50. 10. John Eibner. 'My career redeeming slaves', Middle East Quarterly, December, 1999, Vol. 4, Number 4, http://www.meforum.org/article/449 . Eibner notes:
...based on the pattern of slave raiding over the past fifteen years and the observations of Western and Arab travelers in southern Darfur and Kordofan, conservatively puts the number of chattel slaves close to or over 100,000. There are many more in state—owned concentration camps, euphemistically called "peace camps" by the government of Sudan, and in militant Qur'anic schools, where boys train to become mujahidun (warriors of jihad).
11. John Ralph Willis. Slaves and slavery in Muslim Africa, Preface, p. vii.12. This controversial topic is discussed here: Philip D. Curtin, Roger Antsey, J.E. Inikori. The Journal of African History, 1976, Vol. 17, pp. 595—627. 13. John Ralph Willis. Slaves and slavery in Muslim Africa, Preface, p. x. 14. John Wright. 'The Mediterranean Middle Passage: The Nineteenth Century Slave Trade Between Triploi and the Levant', The Journal of North African Studies, 1996, Vol. 1, p. 44. 15. Vryonis, The Decline of Medieval Hellenism, p.175, note 245.16. Bar Hebraeus. The chronography of Gregory Ab'l Faraj, the son of Aaron, the Hebrew physician, commonly known as Bar Hebraeus; being the first part of his political history of the world, translated from the Syriac by Ernest A. Wallis Budge, Oxford University Press, 1932, Vol. 1, pp. 268—273; Michael the Syrian, Chronique de Michel le Syrien, Patriarche Jacobite d'Antioche (1166—1199), translated by J—B Chabot, 1895, Vol. 3, p. 331. 17. Michael the Syrian, Chronique, Vol. 3, p. 331. 18. Vryonis, The Decline of Medieval Hellenism, p.175, note 245.19. Michael the Syrian, Chronique, Vol. 3, p. 369. 20. Michael the Syrian, Chronique, Vol. 3, pp. 401—402; Bar Hebraeus, The Chronography, Vol. 1, p. 321.21. Vryonis, The Decline of Medieval Hellenism, p.175, note 245. 22. M—M Alexandrescu—Dersca Bulgaru. 'Le role des escalves en Romanie turque au XVe siecle' Byzantinische Forschungen, vol. 11, 1987, p. 15. 23. Alexandrescu—Dersca Bulgaru, 'Le role des escalves en Romanie turque au XVe siecle', pp. 16—17. 24. Alan Fisher 'Muscovy and the Black Sea Slave Trade', Canadian American Slavic Studies, 1972, Vol. 6, pp. 575—594.25. Fisher 'Muscovy and the Black Sea Slave Trade', p. 579, note 17.26. Fisher 'Muscovy and the Black Sea Slave Trade', pp. 580—582.27. Fisher 'Muscovy and the Black Sea Slave Trade', pp. 582—583.28. Reuben Levy, The Social Structure of Islam, Cambridge University Press, 1957, p. 88.29. Ricks, 'Slaves and Slave Trading in Shi'i Iran', p. 408. 30. Ehud Toledano. Slavery and Abolition in the Ottoman Middle East, Seattle: University of Washington Press, 1998, p. 53.31. Ricks, 'Slaves and Slave Trading in Shi'i Iran', p. 415.32. Murray Gordon. Slavery in the Arab World, New York: New Amsterdam, 1989, p. 232.33. Gordon. Slavery in the Arab World, p. 234.33. http://59.334.18.097plusf87:RQqljii569218397413КЂ
34. Gordon. Slavery in the Arab World, Preface, second page (pages not numbered).35. Eibner, 'My career redeeming slaves'. 36. Jan Hogendorn. 'The Hideous Trade. Economic Aspects of the 'Manufacture' and Sale of Eunuchs', Paideuma, 1999, Vol. 45, p. 143, especially, note 25. 37. Hogendorn. 'The Hideous Trade', p. 137.38. Ehud Toledano. 'The Imperial Eunuchs of Istanbul: From Africa to the Heart of Islam', Middle Eastern Studies, 1984, Vol. 20, pp. 379—390.39. Toledano. 'The Imperial Eunuchs of Istanbul', pp. 380—381.40. Hogendorn. 'The Hideous Trade', p. 138.41. David Ayalon. 'On the Eunuchs in Islam', Jerusalem Studies in Arabic and Islam, 1979, Vol. 1, pp. 69—70.42. Hogendorn. 'The Hideous Trade', p. 139, note 5.43. Hogendorn. 'The Hideous Trade', p. 139.44. Hogendorn. 'The Hideous Trade', pp. 143, 145—146.